Il paese speciale: a Castelseprio si cercano foto per una mostra collettiva
Il Parco Archeologico di Castelseprio, in vista delle Giornate Europee per l’Archeologia del giugno 2026, vuole costruire una esposizione che racconti un secolo di scavi e il rapporto tra il "castrum" e il paese
Castelseprio non è soltanto un paese. È un luogo che custodisce strati di storia, un’area archeologica riportata alla luce nel corso del Novecento, un paesaggio che ha visto affiorare pietre, affreschi e tracce di un passato lontanissimo, il “castrum” tardoromano, poi longobardo, infine distrutto nel 1287. Ma accanto alla storia antica, esiste anche una memoria più recente: quella delle persone che qui hanno vissuto, lavorato, passeggiato, osservato gli scavi prendere forma.
Proprio a questa memoria è dedicata l’iniziativa lanciata dal Parco Archeologico di Castelseprio in vista delle Giornate Europee per l’Archeologia del giugno 2026: una mostra fotografica collettiva dedicata al Novecento, costruita insieme alla comunità.
L’invito è semplice e allo stesso tempo prezioso: cercare nei cassetti, negli album di famiglia, nelle scatole dei ricordi. Fotografie, aneddoti, testimonianze che raccontino il sito prima e durante le campagne di scavo, la vita quotidiana attorno all’area archeologica, il paesaggio com’era, i monumenti nel secolo scorso, le persone che hanno visto Castelseprio trasformarsi e rivelare il suo patrimonio.

Il Parco si propone di digitalizzare il materiale ricevuto, restituirlo ai proprietari e valorizzarlo all’interno della mostra, citando il nome di chi avrà scelto di condividere il proprio contributo. Un gesto di cura e di rispetto, che trasforma un ricordo privato in patrimonio condiviso.
È un progetto che va oltre l’esposizione fotografica. È un’occasione per ricucire il filo tra archeologia e comunità, tra le pietre emerse dagli scavi novecenteschi e le storie di chi quegli scavi li ha visti iniziare, crescere, cambiare il volto del territorio. Perché se Castelseprio è un sito di valore internazionale, riconosciuto per la sua importanza storica, è anche un luogo vissuto, attraversato, abitato dalla memoria di generazioni che hanno assistito agli scavi. Una stagione iniziata negli anni Quaranta con Mario Bertolone, proseguita con gli studiosi venuti da lontano – polacchi – e quelli della Società Gallaratese per gli Studi Patri. Fino agli studenti delle Università negli ultimi decenni.
La partecipazione è libera e gratuita: chi desidera contribuire può contattare il Parco Archeologico telefonicamente al numero 366 6632727 oppure scrivere all’indirizzo email parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it.
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