Magistratura e Costituzione: a Busto Arsizio la Sala Tramogge si riempie per le ragioni del Sì e del No
Successo per l'incontro organizzato da Upel. Il sindaco Antonelli: "Mancava un dibattito così: ci ha pensato Upel". Esperti a confronto tra riforma della giustizia, correnti e il nodo dell'Alta Corte
Un pubblico attento, partecipe e una Sala Tramogge ai Molini Marzoli piena in ogni ordine di posto. Segno che il tema della giustizia e il prossimo appuntamento referendario interessano non solo gli addetti ai lavori, ma molti cittadini.
È stata una serata di alto profilo quella che si è svolta lunedì 23 febbraio, dedicata al tema “Magistratura e Costituzione: le ragioni del Sì e del No”. Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, che ha ringraziato Upel (Unione Provinciale Enti Locali) per aver portato il confronto in città: «Vedevo che si organizzava ovunque tranne che a Busto – ha ammesso il primo cittadino – e ci ha pensato Upel a colmare questo vuoto».

Soddisfatta anche Eleonora Paolelli, presidente di Upel: «Vedere un pubblico così folto mi fa piacere perché credo che questo sia un argomento che interessa davvero tutti i cittadini, non solo i tecnici».
Il confronto
Sotto la moderazione di Matteo Inzaghi, il dibattito è entrato nel vivo con un confronto serrato tra visioni opposte. Al tavolo dei relatori, l’avvocato Luca Marsico (che ha sostituito l’avvocato Raffaele della Valle) e l’avvocato Samuele Genoni (Co-responsabile Osservatorio ordinamento giudiziario dell’Ucpi) hanno sostenuto le ragioni del Sì. Sul fronte opposto, per il No, hanno argomentato il dottor Massimo De Filippo (Sostituto Procuratore presso la Procura di Busto Arsizio) e l’avvocato Fabio Ambrosetti del Foro di Varese.
I temi caldi: dalle correnti al sorteggio
Il dialogo si è snodato attraverso i temi più delicati della riforma giudiziaria. Si è parlato dell’effetto delle correnti interne all’Associazione Nazionale Magistrati, con l’inevitabile richiamo al caso Palamara, il volto simbolo dello scandalo delle correnti, radiato dalla magistratura in via definitiva nell’estate 2021, e delle cosiddette “nomine a pacchetto”, contrastate dalla riforma Cartabia.
Particolarmente acceso il passaggio sul tema dell’Alta Corte disciplinare, così come sull’ipotesi del sorteggio per la composizione degli organi di governo della magistratura.
La serata ha lasciato spazio alle domande della platea, selezionate dal direttore di Upel Claudio Biondi, che ha sollecitato i relatori su questioni di merito e dubbi procedurali.
In un confronto così serrato, non sono mancate da una parte e dall’altra le citazioni di Giuliano Vassalli: un richiamo autorevole che ha confermato una volta di più quanto il tema referendario sia complesso, ricco di sfaccettature e lontano da facili semplificazioni.
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