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Sulle sezioni Primavera a Gallarate c’era uno scontro dentro alla maggioranza

Il verbale del Cda di gennaio mostra che l'esponente in quota Fratelli d'Italia cercò di contrastare la scelta sostenuta dal sindaco come condizione. Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune Gallarate) parla di "ricatto" alla Fondazione

L'asilo Ponti di Gallarate

Dentro al Cda della Fondazione Scuole Materne ci fu uno scontro aperto sul destino delle sezioni Primavera, cancellate all’improvviso – dopo quella riunione – e poi riattivate limitatamene alla sede di Madonna in Campagna, a seguito delle proteste dei genitori e alla denuncia sul futuro della stessa fondazione.

La vicenda delle sezioni Primavera è solo un pezzo della questione Scuole Materne, esplosa a seguito degli aumenti comunicati a gennaio alle famiglie. Ma è anche un pezzo importante: perché le Primavera rappresentano – è stato sottolineato – un passaggio propedeutico all’ingresso dei bambini alla Scuola dell’Infanzia. Perderle – è il timore espresso da genitori e personale – significa mettere a rischio anche le successive iscrizioni, in un quadro di recessione demografica (meno bambini, meno iscritti) che già rende problematico il futuro delle strutture.

Dai verbali oggi sappiamo che lo scontro sul punto fu esplicito tra l’amministrazione comunale e il vicepresidente Alessandro Frisoli (poi dimessosi), in merito alla necessità di chiudere anche le Primavera. Non è solo una distanza tra il Comune e l’ente delle Scuole Materne, ma era uno scontro anche interno alla maggioranza: Frisoli è nel cda in quota Fratelli d’Italia.

La discussione in Cda

Nel verbale “rettificato” (cioè corretto rispetto alla prima versione, con un’operazione che ha dato adito a ulteriori polemiche) si legge che il presidente Castoldi introducendo aveva ricordato che “si era ipotizzata la chiusura delle sole sedi di Ponti e Crenna” ma che “a seguito delle ultime riunioni, l’ipotesi di chiusura è stata estesa anche alla sede di Madonna in Campagna”. Le prime due sedi avevano un problema legato all’inquadramento urbanistico che avrebbe richiesto lavori significativi per proseguire, mentre Madonna in Campagna non presentava questo problema.

La discussione viene verbalizzata così:

Interviene il Sindaco, il quale dichiara che l’erogazione di un contributo aggiuntivo di € 100.000 è stata subordinata alla garanzia da parte del CDA delle seguenti condizioni: – sospensione dei premi – chiusura delle Sezioni Primavera con conseguenti esuberi – aumento generalizzato delle rette, comprensivo anche degli iscritti già presenti.

Il Presidente chiede quindi ai presenti se vi sia accordo sulla chiusura delle Sezioni Primavera a settembre 2026.

L’Assessore Canziani ribadisce che, per problemi strutturali, non è possibile mantenere attivo il servizio.

Il Vice Presidente Frisoli interviene precisando che, allo stato attuale, il servizio risulta economicamente in attivo.

Il Sindaco, tornando sui dati economici complessivi, conclude affermando che il servizio debba comunque essere chiuso. Aggiunge inoltre che presso la sede di via Poma non sarebbe possibile accogliere i bambini.

Il Vice Presidente Frisoli ribadisce la propria posizione in merito alla sostenibilità economica del servizio.

Al momento della votazione finale il vicepresidente Frisoli si astenne, “motivando la propria decisione con il fatto che il servizio risulta economicamente in attivo”, mentre il sindaco Cassani aveva chiesto di verbalizzare che “considerando l’adeguamento del personale necessario e l’incidenza dei costi fissi il servizio risulterebbe in perdita”.

Fu così presa la decisione su tutte e tre le sedi interessate, anche su Madonna in Campagna, comunicata al 23 gennaio; la chiusura di Madonna in Campagna fu poi  revocata appunto a seguito delle proteste delle famiglie e del personale.

Il verbale come detto è la versione “rettificata”, approvata al 30 di gennaio, in una seduta “assediata” da genitori e lavoratori: il verbale fu approvato senza la firma di Frisoli e senza quella della segretaria dell’istituzione, che non accettò di apporre la firma a garanzia (una nota a penna specifica che viene firmato da una consigliera, Silvana Temporiti).

Frisoli – in quota FdI – si oppose in Cda, anche se poi in consiglio comunale il suo partito è rimasto allineato alla posizione definita come maggioranza.

Gnocchi: “Un ricatto alla Fondazione”

Duro è su questo passaggio il commento di Massimo Gnocchi, consigliere comunale di minoranza con la lista Obiettivo Comune Gallarate. «La verità che emerge dal verbale “rettificato” anche su questo punto, è comunque molto grave: a fronte di un servizio definito in utile dall’allora vicepresidente Frisoli (ora dimessosi) si legge che lo stesso debba comunque essere chiuso per motivi strutturali non meglio precisati e soprattutto, si evince che il sindaco ha ricordato al cda che il contributo aggiuntivo di 100mila euro è stato subordinato ad un aumento generalizzato delle rette, alla sospensione dei premi al personale e soprattutto alla chiusura delle sezioni primavera con relativi esuberi. In sostanza un ricatto in piena regola sulla pelle delle famiglie e dei bambini e sulla storia di una istituzione di valore per la città come appunto è da sempre la Fondazione scuole materne».

Non è l’unico punto su cui Gnocchi – ricevuto il verbale «benché dopo i 30 giorni consentiti dalla legge» – continua a interrogare la maggioranza. «Devono infatti spiegare come hanno potuto aprire le primavera nel settembre 2022 in via Poma e Crenna quando la data della Scia per nuova attività reca la data del 4 maggio 2023. V’è poi da chiarire il perimetro delle responsabilità sul come sia stato possibile che in oltre 18 mesi non si sia riusciti a concludere il procedimento di concessione della agibilità formale entro il cambio normativa datato 21 ottobre 2024. Perché immaginare che tra il Comune ed una fondazione il cui CDA è nominato dal Sindaco che concede anche sostanziosi contributi economici di gestione corrente non si sia riusciti a completare questo passaggio burocratico in tutto questo tempo, è grottesco per non dire altro. “Diversi componenti del cda sembra remino contro l’amministrazione” è poi stata la frase più ad effetto ed udita da tutti con cui il sindaco in commissione ha cercato evidentemente di indicare delle colpe specifiche nella vicenda. Considerando che il cda lo nomina lui gli ho chiesto se non ritenga sia opportuno procedere, per coerenza con quanto detto, con un invito ad un azzeramento».

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Pubblicato il 27 Febbraio 2026
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