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Vanno a regime gli aumenti ai servizi per disabili e anziani a Gallarate. “Una città che esclude”

Erano stati introdotti due anni fa, ma secondo le opposizioni ora non vengono più applicate deroghe. “Bisogna intervenire”

cdd centro diurno disabili gallarate

«Gallarate sta diventando una città che esclude le categorie più fragili e le tratta come pacchi costosi». Lo denunciano le opposizioni di Gallarate, riferendosi ai servizi di natura sociale e agli aggravi delle tariffe («compartecipazione») richieste alle famiglie di disabili, anziani, genitori delle scuole materne.

«Se la situazione della Fondazione Scuole Materne ha monopolizzato l’attenzione nelle settimane scorse – premette Cesare Coppe (Città è Vita) – doveroso da parte nostra è riportare nuovamente l’attenzione sulla compartecipazione delle famiglie ai servizi per disabili e anziani. Le segnalazioni che ci arrivano sono sempre di più e allarmanti».

«Si pensa alle singole persone non come persone, ma come voci di costo: i costi per le persone più fragili dovrebbero essere ripartite tra i cittadini e invece vengono scaricate solo sulle persone, sulle famiglie, imponendo servizi ridotti o la scelta di andare altrove» continua Coppe. «Così alla Scuole Materne, così nei servizi per anziani e disabili. Il Comune ha sempre meno risorse per la spesa ordinaria e la scelta politica dell’amministrazione è tagliare sul sociale», per far quadrare i conti.

«In parte nel 2024-2025 si è proceduto con deroghe, ora nel 2026 ci troviamo con le tariffe in vigore senza alcuna deroga. E le famiglie ricevono le comunicazioni sulle quote di compartecipazione, in alcuni casi insostenibili».

«Sono storie che ci interpellano, come avevamo detto già nel 2023. Oggi che non si mitigano le tariffe si escludono persone dai servizi» dice Margherita Silvestrini (Pd). Che cita la testimonianza di una madre la cui figlia non può più frequentare il Centro Diurno divenuto insostenibile: «Lucia [nome di fantasia, ndr] non parla più con nessuno, è seduta al buio, fa telefonate immaginarie agli educatori che non vede più»

Un’altra famiglia per un servizio residenziale diurno è passata da 11mila a 28mila euro (già due anni fa si parlava di cifre che aumentavano notevolmente).
Silvestrini cita anche le difficoltà comunque ad accedere ai servizi: «Abbiamo 31 anziani in attesa di compartecipazione per Rsa, alcuni da 4-5 anni.
Ci sono 15 richieste (undici adulti e quattro minori) per Centro Diurno e uno per Residenziale Diurno, alcune anche qui da anni».

Sono numeri in parte certi – le liste d’attesa – in parte desunti dalle segnalazioni giunte. Giovanni Pignataro, spiega che le opposizioni proporranno un incontro mercoledì 18 febbraio alle 18.30 (alla sede Pd di via Foscolo) «per mettere in contatto le famiglie che stanno fronteggiando gli aumenti di compartecipazione» e per avere un quadro complessivo.

“Qualcuno vuole cacciare i più deboli fuori da Gallarate”

Silvestrini parla di «una comunità che non riesce a dare risposta per esigenze di bilancio». E adombra l’esistenza di una «strategia» precisa: «convincere le famiglie più deboli a trasferirsi in altri Comuni».

«Ripugnante è una società che non ha a cuore i disabili» dice più duro ancora Pignataro. «Qui interroga se vogliamo una società di esseri umani o di esseri perfetti che non ammette debolezze, come già immaginava qualcuno nel Novecento. Io ritengo che qualcuno possa davvero avere l’intenzione di cacciare i più deboli fuori da Gallarate, ma credo anche in maggioranza e anche in giunta i più non la pensino così».

È credibile un passo indietro?
Pignataro suggerisce un approccio che coinvolga tutte le forze politiche, così che nessuno possa intestarsi alcunché dal punto di vista politico: «Io penso che si debba intervenire, io penso che possa il consiglio comunale procedere per un nuovo regolamento che fissi criteri Isee diversi. È una soluzione, ma serve una soluzione urgente».

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 13 Febbraio 2026
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