“Altro che degrado, sul Campo della Promessa si dimenticano i valori ambientali e quanto già fatto”
A Lonate la mostra sui 100 anni del campo d'aviazione battezzato da D'Annunzio. Walter Girardi, guida ambientale nell'area della brughiera, richiama però altri elementi. "Non è una zona degradata e abbandonata"
Il “Campo della Promessa” di Lonate Pozzolo come area degradata? Un’immagine distorta, dice Walter Girardi, guida ambientale del Parco del Ticino, lonatese ed ex coordinatore dell’Ecomuseo della brughiera di Malpensa.
Girardi interviene a margine del dibattito innescato dalla mostra per il centenario del campo d’aviazione “battezzato” da D’Annunzio, allestita meritoriamente negli spazi dell’ex monastero di San Michele a Lonate, sul cui territorio – insieme a quello di Castano – insisteva l’area militare.
«Ampio spazio è stato dato ai bivacchi e alla presenza saltuaria e lungo la via vecchia per Castano di spacciatori descrivendo l’intera zona come degradata e in abbandono. Visione assolutamente parziale che dimentica (volutamente?) le unicità naturalistiche come la brughiera e le praterie magre così come i querceti e anche le specie tutelate e protette che vengono qui a nidificare: biancone, averla piccola, succiacapre giusto per citarne alcuni» dice Girardi.
Nei giorni scorsi anche il quotidiano La Prealpina ha dato spazio alla lettura incentrata sul degrado, sotto il titolo di prima pagina “Bivacchi nel campo del Vate”, per quanto poi l’articolo descrivesse una situazione non particolarmente problematica, citando più che altro “resti di giacconi, sciarpe e cuffie”, più che bivacchi veri e propri.
Girardi sottolinea invece gli aspetti positivi e anche le iniziative realizzate in zona, comprese le visite guidate.
Di seguito pubblichiamo l’intervento integrale
In occasione del 100° anniversario dell’intitolazione dell’aeroporto militare di Lonate Pozzolo in “Campo della Promessa” ad opera di Gabriele D’Annunzio avvenuta l’11 marzo 1926, è stata organizzata una mostra presso l’ex Monastero di San Michele da parte dell’Amministrazione Comunale.
Meno male che un appuntamento così importante per la storia lonatese non è stato dimenticato.La narrazione sulla stampa e sui social ha fatto emergere però una narrazione su cosa sia oggi il Campo della Promessa assolutamente non veritiera, volutamente parziale e scevra da qualsiasi riferimento agli aspetti ambientali, così come la valorizzazione storico, culturale che in questi ultimi anni sono stati fatti.
Personalmente fino a quando sono stato coordinatore dell’Ecomuseo della Brughiera e di Via Gaggio e su intuizione dell’allora Sindaco Danilo Rivolta ho lavorato affinchè la Rosa dei Venti fosse riconosciuta come bene storico – artistico secondo le indicazioni previste dal Codice dei Beni Culturali, passaggio fondamentale per “restaurare” questo gioiello locale…vittima dell’incuria e del tempo e di qualche maldestro intervento di pulizia.
Purtroppo dalle mie dimissioni, l’Ecomuseo è miseramente fallito come progetto visto che è stato dimenticato.Non sono state citate o ricordate le numerose visite guidate organizzate da associazioni locali come Viva Via Gaggio, dalle guide naturalistiche del Parco del Ticino, dal Fai Fondo Ambiente Italiano Delegazione del Seprio o dall’Ecomuseo o patrocinate dallo stesso. Così come è stata dimenticata – volutamente? – la conferenza sul Campo della Promessa ieri e oggi fatta in collaborazione con il Museo Etnografico di Oleggio.
Ampio spazio è stato dato ai bivacchi e alla presenza saltuaria e lungo la via vecchia per Castano di spacciatori descrivendo l’intera zona come degradata e in abbandono. Visione assolutamente parziale che dimentica (volutamente?) le unicità naturalistiche come la brughiera e le praterie magre così come i querceti e anche le specie tutelate e protette che vengono qui a nidificare: biancone, averla piccola, succiacapre giusto per citarne alcuni.
È stato completamente ignorato il fatto che questa zona, proprio per le sue caratteristiche è ricompresa nella proposta di istituzione di un nuovo Sic/Zps Brughiere di Lonate e Malpensa avanzata dal Parco del Ticino. È abbastanza evidente che immaginare un recupero dei ruderi antichi – non di quelli della
seconda vita del Campo della Promessa più moderni e privi di qualsivoglia valore storico – non sia facile.
Va considerato però il valore ambientale di questa zona visto che è lei a governare oggi questa zona.Sul futuro di questa zona abbia letto negli scorsi anni anche proposte fuori da ogni logica dove il cemento e l’asfalto avrebbero avuto un ruolo importante. Mi auguro, ed è questo un desiderio personale, che ci sia un momento serio aperto a tutti dove ci si possa ascoltare e ragionare “assieme” sul futuro di questa zona.
Walter Girardi
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