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Castiglione Olona, amore e cultura: il Circolo Masolino nato da una chat

Dalla conoscenza online nei primi anni Duemila al matrimonio a Palazzo Branda, fino alla fondazione di un’associazione che da oltre quindici anni anima il borgo con concorsi, mostre e libri

Generico 02 Mar 2026


Una storia d’amore nata in chat e diventata un progetto culturale radicato nel territorio. È quella di Michele Piacenza e Carla Vittori, fondatori del Circolo Culturale Masolino da Panicale, ospiti della trasmissione “Social Time” di Radio Materia, condotta da Orlando Mastrillo in collaborazione con il Csv Insubria. Dal 2008, a Castiglione Olona, l’associazione promuove poesia, storia e tradizioni locali, con uno sguardo che va oltre i confini del borgo.

Un incontro online e un sogno condiviso

La loro storia comincia in modo insolito, per quei primi anni Duemila in cui le chat erano ancora una novità. Michele e Carla si conoscono su Libero. «Mi aveva colpito che scrivesse “isola di Toscana in Lombardia” come luogo di provenienza – racconta Carla – e ho voluto capire cosa intendesse». Quel riferimento era Castiglione Olona, borgo d’arte soprannominato così per le sue architetture rinascimentali.

Da quell’incontro virtuale non si sono più lasciati. Si sono sposati a Palazzo Branda Castiglioni, simbolo del paese, e proprio dal legame con il territorio è nato il Circolo.

L’idea prende forma nel 2008, durante un viaggio in treno verso Laveno. Michele stava andando a ritirare un premio di poesia. Parlando della possibilità di organizzare un concorso letterario con la Pro loco, arriva l’intuizione: «Perché non lo organizziamo noi? – Michele Piacenza, presidente –». Nel giro di poche settimane nasce l’associazione, una realtà a conduzione familiare che coinvolge anche il cognato di Michele.

Dalla poesia alle mostre storiche

Il concorso letterario è stato il primo passo. Negli anni, il Circolo Masolino da Panicale è diventato un punto di riferimento per iniziative culturali che spaziano dalla poesia alla storia, fino alla valorizzazione delle tradizioni e dei dialetti locali.

Tra le mostre più originali c’è quella dedicata alle “Streghe della Notte”, un reggimento di aviatrici sovietiche attivo durante la Seconda guerra mondiale. Un reparto composto esclusivamente da donne, giovanissime – età media 22 anni – che volavano su aerei obsoleti per missioni di bombardamento notturne. Un’esperienza unica nella storia militare, non replicata dopo il conflitto.

«Ci piace raccontare storie poco conosciute ma importanti – spiegano i fondatori –». Per ogni esposizione viene realizzato anche un catalogo o un libro che ne ricostruisce la cronologia, offrendo strumenti per approfondire.

La mostra sulla DDR

Il prossimo progetto sarà dedicato alla Repubblica Democratica Tedesca. Quarant’anni di storia, dal 1949 al 1989, per comprendere le radici delle differenze che ancora oggi segnano la Germania tra est e ovest.

L’obiettivo è fornire chiavi di lettura utili anche per interpretare l’attualità, attraverso pannelli didattici e un volume di accompagnamento che guiderà i visitatori tra eventi, date e passaggi cruciali.

“La cucina alla memoria”, un atto d’amore

Tra le pubblicazioni del Circolo c’è anche “La cucina alla memoria”, libro scritto da Michele Piacenza. Un viaggio tra i piatti e le abitudini alimentari della sua famiglia negli anni Cinquanta e Sessanta, con al centro la figura della nonna Angiuletta, Angela Bombelli.

Il volume racconta le origini del risotto alla milanese e dello zafferano, ma anche episodi curiosi come quello della pizza portata a casa dal nonno alla fine degli anni Cinquanta. «La nonna la definì “roba de terum” e la buttò via – Michele Piacenza, presidente – perché non rientrava nella tradizione».

Ricette con pesi e misure precisi si intrecciano a ricordi, dialetto e aneddoti familiari. Un libro che l’autore definisce «un atto d’amore» verso la propria storia e quella di Castiglione Olona.

Le difficoltà del volontariato e l’appello al territorio

Nel corso della trasmissione si è parlato anche delle difficoltà vissute dal mondo del volontariato dopo la pandemia, tra calo di partecipazione e necessità di rinnovamento. Il Circolo rilancia un appello per la creazione di nuovi spazi polivalenti, luoghi aperti alla comunità dove poter organizzare eventi, incontri e attività culturali.

«Finché ci divertiamo e possiamo condividere bellezza andiamo avanti – Carla Vittori, segretaria –». Per loro, il Circolo non è solo un’associazione, ma una parte integrante della vita di coppia e del legame con il borgo.

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Pubblicato il 03 Marzo 2026
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