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Coltelli da lavoro e da montagna, il dubbio di un lettore: “Il nuovo decreto sicurezza è troppo severo, si criminalizzano persone oneste”

Nella lettera inviata alla redazione si chiede di aprire un confronto pubblico sulla norma e di chiarire il concetto di giustificato motivo per chi utilizza strumenti da taglio in ambito professionale o outdoor

Generico 09 Mar 2026

Di recente è entrato in vigore il Decreto Legge 24 febbraio 2026, n. 23 (noto come “Decreto Sicurezza 2026”), un provvedimento che mira a inasprire le pene per il porto di armi bianche ma che, nella sua formulazione attuale, rischia di trascinare nel penale migliaia di cittadini onesti. Così ci racconta il nostro lettore che scrivendo alla redazione ha voluto porre l’attenzione su questi tema. La norma introduce infatti una stretta severissima sui coltelli pieghevoli con lama pari o superiore a 5 cm dotati di blocco lama o apertura a una mano — caratteristiche che definiscono la quasi totalità dei multitool professionali e dei coltelli tecnici da montagna.


La Lettera: “La sicurezza non si fa colpendo chi lavora”

Gentili giornalisti di Varese News,
Vi scrivo come cittadino di Gallarate, anche a nome di diversi altri cittadini (c’è molto sconcerto a dire il vero, e a nome della mia categoria professionale) vostro lettore, agente di commercio e sportivo attivo (FIPSAS Varese, trekking, alpinismo, moto, mtb). Vorrei portare alla discussione del grande pubblico una notizia che a mio avviso è passata molto sottotraccia, riguardo il cosiddetto decreto legge sicurezza 2026. Manifesto il mio totale sconcerto per il D.L. 24 febbraio 2026, n. 23 [ndr: indicato in bozza come n.14], che criminalizza l’uso di strumenti indispensabili per la vita quotidiana penso di tantissimi lettori.

Vi voglio dare alcuni esempi:

Emergenza Lavoro: Per gestire campionari e imballaggi (sono un rappresentante commerciale), porto quotidianamente in auto un multitool. Con questa legge, un professionista onesto come me rischia il carcere (un delitto penale) per un semplice attrezzo da lavoro. Oltreché la perdita del lavoro (nel mio caso assolutamente devastante) qualora continuassi ad utilizzare il mio multiuso LEATHERMAN che fino a pochi giorni fa ho sempre utilizzato nel rispetto pieno e doveroso delle leggi. Perché pressoché tutti i coltelli di piccoli dimensioni o multiuso sono dotati di blocco lama (esso è introdotto per evitare che la lama ci taglia le dita, non per renderlo una baionetta da guerra, e pressoché tutti, per evidenti motivi, hanno lame superiori ai 5cm).

Sicurezza Sportiva e Outdoor: Chi pratica alpinismo deve poter aprire un coltello con una sola mano in caso di emergenza (es. taglio corda); chi pratica pesca, mountain bike o motociclismo usa il multitool per riparazioni meccaniche e necessità tecniche. Questi non sono capricci, sono strumenti di sicurezza e di possibile sopravvivenza.

Danno al Made in Italy: L’Italia vanta le migliori aziende di coltelleria al mondo. Questa legge affossa un’eccellenza industriale unica, punendo i produttori e i cittadini perbene anziché contrastare i veri criminali.

La sicurezza non si fa colpendo chi lavora e chi produce. Vi chiedo di sostenere un dibattito che abbia lo scopo di intervenire con possibili emendamenti (entro il 17 marzo) che escludano i multitool e i coltelli tecnici dalle nuove sanzioni e che tutelino il “giustificato motivo” per tutte le attività ludico-sportive e professionali. Inoltre non si percepisce il nesso fra “giustificato motivo” e sospensione della patente, perché come potrete facilmente documentarvi su riviste specializzate, un concetto così sfumato rende all’agente, e poi al magistrato di turno, ampio margine di discrezionalità, potenzialmente rovinando la vita a una persona che, ricordiamo, fino a pochi giorni fa agiva nel rispetto della legge senza problemi.

La legge di prima già vietava il porto di oggetti ad offendere senza motivo (ad esempio a scuola), basterebbe specificare dei luoghi dove questa fattispecie di reato diventi più grave.

Certo di un vostro contributo alla discussione prima della conversione in legge, vi chiedo di far prevalere la responsabilità e il pragmatismo che da sempre contraddistinguono le norme che regolamentano il porto di certi utensili e di poter dare voce non al dissenso, ma al buonsenso.

Distinti saluti
Giacomo Zambelli
Gallarate (Va)


L’iter del provvedimento e i rischi futuri

Ad oggi, il Decreto Legge è pienamente in vigore dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (25 febbraio 2026). Tuttavia, i decreti legge hanno una vita provvisoria di 60 giorni: entro questo termine il Parlamento deve approvare la legge di conversione, pena la decadenza delle norme.

La scadenza del 17 marzo: È la data limite fissata per la presentazione degli emendamenti nelle commissioni competenti. È in questa fase che la politica può correggere il tiro, inserendo esenzioni specifiche per i multitool o ristabilendo la centralità del “giustificato motivo” per chi pratica sport o professioni tecniche.

Cosa succede se non cambia nulla: Se il testo venisse convertito senza modifiche, possedere una pinza multiuso con lama bloccabile nel cruscotto dell’auto o nello zaino da trekking potrebbe costare un processo penale e la sospensione della patente. Molte associazioni di categoria (cacciatori, escursionisti e produttori) si stanno mobilitando per chiedere che la norma distingua chiaramente tra “strumenti da taglio” e “armi improprie” usate con finalità criminali.

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Pubblicato il 10 Marzo 2026
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