E se i nostri boschi diventassero foreste di palme e ailanti? Il progetto Boscoclima
Dalla gestione dei boschi artificiali di conifere alla sicurezza contro frane e alluvioni, il progetto Bosco Clima punta a una pianificazione forestale moderna basata su dati scientifici e collaborazione tra enti e università
Il cambiamento climatico sta già trasformando i boschi del Varesotto e richiede nuove strategie per gestire il territorio. È uno dei temi affrontati nella nuova puntata di Chi l’avrebbe mai detto, il podcast di Radio Materia, dedicata questa volta al progetto Boscoclima, un’iniziativa di Comunità montana Valli del Verbano e Fondazione Cariplo che punta a ripensare la gestione forestale e la sicurezza ambientale nella provincia di Varese. Ospite della trasmissione è il naturalista Federico Pianezza, che racconta obiettivi e attività di un progetto nato per accompagnare il territorio nella transizione climatica e di cui è parte attiva.
Gestire il cambiamento climatico sul territorio
Bosco Clima nasce con l’obiettivo di affrontare gli effetti locali del riscaldamento globale. Più che contrastare un fenomeno planetario, il progetto punta ad adattare il territorio ai cambiamenti già in atto, cercando di prevenire criticità future. Tra le priorità c’è la messa in sicurezza idrogeologica, con interventi sui versanti più fragili e la realizzazione di infrastrutture in grado di gestire eventi meteorologici sempre più intensi, come le cosiddette “bombe d’acqua”. In alcuni casi si tratta di progettare opere come vasche di laminazione, utili per contenere masse d’acqua che i corsi d’acqua non riescono più a sostenere.
Accanto a questo lavoro di prevenzione, il progetto prevede anche il potenziamento del monitoraggio climatico locale, con nuove centraline che permettono di raccogliere dati più precisi. Ogni valle, infatti, presenta microclimi differenti e conoscere meglio queste dinamiche è fondamentale per pianificare gli interventi futuri.
Boschi da ripensare: il problema delle conifere
Uno dei nodi principali riguarda la gestione dei boschi. Nel territorio dell’Alto Varesotto esistono circa 600 ettari di boschi artificiali di conifere, piantati circa un secolo fa.
Queste foreste, oggi invecchiate, risultano particolarmente fragili: sono vulnerabili agli attacchi di parassiti come il bostrico e possono crollare facilmente in caso di incendi o vento forte. Bosco Clima studia quindi come trasformare progressivamente queste aree, favorendo specie più resistenti al nuovo contesto climatico. Il cambiamento è già visibile: alcune specie autoctone come faggio, castagno e frassino stanno mostrando segni di sofferenza, mentre piante più adatte a climi caldi e secchi stanno avanzando. Tra queste il bagolaro, ma anche specie invasive come l’ailanto, originario della Cina, e perfino la palma, che in alcuni casi si sta diffondendo spontaneamente nei boschi.
Biodiversità e ricerca scientifica
Il progetto Bosco Clima nasce dalla collaborazione tra istituzioni, università e associazioni e punta anche a rafforzare il monitoraggio della biodiversità. Tra le attività previste ci sono studi ornitologici di lungo periodo, utili per capire se la gestione forestale adottata riuscirà davvero a migliorare la presenza di specie animali nel territorio. I risultati, spiegano i promotori, potranno essere valutati soprattutto nel lungo periodo, tra dieci o vent’anni. Le iniziative coinvolgono anche associazioni come LIPU e CAST, con attività di divulgazione, educazione ambientale e progetti di Citizen Science, che invitano cittadini e scuole a partecipare alla raccolta di dati ma anche enti istituzionali come l’Università dell’Insubria e il Centro Geofisico Prealpino.
Energia, biomasse e filiera del legno
Bosco Clima guarda anche alla transizione energetica. Tra le azioni previste c’è la promozione delle comunità energetiche rinnovabili e l’utilizzo delle biomasse forestali come risorsa energetica. Parallelamente si cerca di sviluppare una filiera locale del legno, collegando la gestione dei boschi alla bioedilizia e alle attività economiche del territorio. L’idea è che la cura delle foreste possa diventare non solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità per l’economia locale.
Lo sportello energia per cittadini e amministrazioni
All’interno del progetto è stato attivato anche uno sportello energia, gestito dall’Università dell’Insubria. Il servizio offre consulenza gratuita a cittadini e amministrazioni su temi come l’efficientamento energetico delle abitazioni o l’installazione di impianti fotovoltaici. La particolarità dello sportello è la sua imparzialità: a differenza delle aziende private, i tecnici universitari forniscono indicazioni senza finalità commerciali, aiutando le persone a capire quali soluzioni siano davvero più adatte alle proprie esigenze. Un punto di riferimento pensato per accompagnare il territorio verso scelte energetiche più consapevoli e sostenibili.
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