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In Con Tri, a Gallarate uno spazio libero per gli artisti. “Non una galleria, ma un luogo di relazione”

Uno spazio artist-run nello studio di Francesco D’Angelo per mostre, dialoghi tra artisti e sperimentazione fuori dal circuito commerciale. Aspettando l'inaugurazione

InConTri Gallarate

«C’è la necessità di interagire con altri artisti e di avere uno spazio che non sia comandato. In Con Tri non è una galleria, non è il mio showroom personale ma vuole essere uno spazio aperto alla condivisione dell’arte e delle relazioni». Così Francesco D’Angelo, artista e ideatore del progetto, presenta la proposta, accolta dal curatore Damiano Grassi. Si tratta di un “luogo di relazione”, uno spazio dedicato all’arte contemporanea nella città di Gallarate, di una vetrina che prende forma direttamente nello studio personale di D’Angelo, trasformando un luogo di lavoro anche in uno spazio di incontro e condivisione.

Lo studio diventa così un punto di partenza per far nascere una rete di artisti e per creare occasioni di dialogo che difficilmente trovano spazio nei circuiti più strutturati. Il progetto prevede un confronto tra artisti che cambia di volta in volta, evitando la logica del gruppo chiuso. «Come In Con Tri suggerisce lo spazio nasce per ospitare un dialogo a tre, ma non saremo sempre gli stessi artisti e io non dovrò sempre essere coinvolto» specifica Francesco. «Non è un collettivo, è un’apertura alla nascita di nuove relazioni».

Tra gli obiettivi la centralità dell’opera e dell’artista – e non della vendita – e la visibilità per giovani ed emergenti che spesso faticano a trovare spazio nel sistema dell’arte contemporanea. «Le fiere dell’arte sono congestionate, le gallerie anche, e spesso si è obbligati a operare in un determinato modo», racconta l’artista.

Per questo In Con Tri vuole offrire uno spazio più agile e libero, dove gli artisti possano sperimentare senza vincoli tecnici, per uscire dal paradigma “se non si appende, non si vende”. «Non c’è limite di tecnica: performance, lavori sonori, video. I limiti sono piuttosto quelli dello spazio e della visibilità: la vetrina non è in un centro pedonale ma in un cortile privato». Una dimensione più raccolta che, nelle intenzioni dei promotori, può favorire incontri più diretti e un confronto più autentico tra artisti e mondo dell’arte in senso stretto.

Fuori dal circuito commerciale

«L’idea è uscire l’opera dal circuito commerciale», spiegano i promotori, dove in non noti non hanno spazi. La vetrina diventa così una finestra sull’arte contemporanea a Gallarate, ma con uno spirito diverso da quello delle gallerie tradizionali. «Non è pensata perché qualcuno entri, scelga, compri e porti in salotto», chiarisce D’Angelo.

In Con Tri non ha infatti un orientamento alla vendita. Si tratta di uno spazio artist-run, gestito dagli artisti stessi, pensato per favorire l’incontro, la riflessione e lo scambio di idee al di fuori delle logiche di mercato. Diversamente, stimolare un confronto interno al mondo dell’arte è necessario e strumentale per i promotori: «Non abbiamo sponsor né mecenati. È uno spazio aperto a tutti. L’idea è stimolare una discussione anche interna al mondo dell’arte, invitando persone che ci lavorano per confrontarsi: professori, critici, altri artisti». Una posizione chiara che definisce l’identità del progetto: «Non siamo un negozio e non siamo lo sponsor degli artisti».

Gallarate e una nuova energia artistica

La scelta di Gallarate è arrivata quasi per caso, ma nel tempo ha assunto un significato preciso. Lo studio si trova vicino al Museo Maga, uno dei principali punti di riferimento per l’arte contemporanea nel territorio. Nonostante la vicinanza, il progetto non nasce con l’intenzione di entrare in competizione con le istituzioni. «Siamo vicini al Maga, ma non cerco il confronto con le grandi istituzioni e non c’è una volontà provocatoria», spiega D’Angelo.

L’obiettivo non è quello di sfidare il sistema, ma piuttosto di mostrare che possono esistere anche altre modalità di fare e presentare arte. «Non è una sfida, ma piuttosto il desiderio di far vedere che c’è anche altro». Nel mondo dell’arte, osservano i promotori del progetto, spesso emergono sempre gli stessi nomi e le stesse realtà, mentre molte ricerche restano ai margini. Per questo In Con Tri vuole contribuire a creare nuove occasioni di visibilità e confronto. Allo stesso tempo, il progetto guarda anche al territorio: l’idea è portare nuova energia nella scena culturale locale e «svecchiare un po’ questa provincia», aprendo nuove possibilità per artisti, critici e operatori del settore.

“In Con Tri”: il cuore del progetto

Il nome dello spazio racconta già molto della sua filosofia. In Con Tri richiama infatti sia l’idea dell’incontro sia la dimensione concreta dello studio che ospita il progetto. «Un pezzettino sotto l’altro, in questo spazio ci stiamo in tre», racconta D’Angelo.

Non a caso molte delle esposizioni saranno costruite coinvolgendo tre artisti alla volta, spesso giovani e con ricerche diverse ma capaci di dialogare tra loro. «Una parte del lavoro è proprio nella relazione delle opere nello spazio». Il confronto tra linguaggi, tecniche e sensibilità diventa quindi parte integrante del progetto espositivo. Tra i temi che attraversano In Con Tri ci sono anche quelli legati alla percezione e allo sguardo: «un tema ottico, di percezione e di vista», che si intreccia con la funzione artistica ma anche sociale dello spazio, è quello pensato per l’apertura inaugurale prevista per il mese di marzo.

Un luogo piccolo ma pensato per generare relazioni, riflessioni e nuove possibilità di incontro tra artisti e pubblico. Non solo l’adesione dell’opera o della ricerca a un tema, ma anche la proposta su base personale e la costruzione di un percorso artistico.

La call per partecipare al progetto è già aperta: gli artisti interessati possono inviare la propria candidatura all’indirizzo fra.dangelo94@gmail.com

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 09 Marzo 2026
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