Lanciò molotov su un condominio a Gallarate, condanna confermata in appello
Cinque anni di reclusione per un giovane gallaratese che aveva costituito una gang divenuta nota per diversi episodi violenti. L'episodio più pericoloso nel quartiere Arnate
È stata confermata dalla Corte d’Appello di Milano la condanna a cinque anni di reclusione per il ventitreenne residente nel Gallaratese, di origine albanese, che nel giugno del 2022 lanciò alcune bottiglie molotov contro un condominio nel quartiere Arnate, in via Tenca, per intimidire il nuovo ragazzo della sua ex.
I giudici d’appello hanno confermato la sentenza emessa in primo grado dal gup del Tribunale di Busto Arsizio Stefano Colombo, che aveva condannato il giovane con rito abbreviato.
L’episodio risale a quasi quattro anni fa e nasce da una vicenda di gelosia legata alla fine della relazione con la sua ex fidanzata.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ragazzo aveva preso di mira il nuovo compagno della giovane. Prima erano arrivate le minacce sui social: su Instagram aveva scritto al rivale dicendo che gli avrebbe «tagliato le labbra» se avesse baciato ancora la ragazza e che gli avrebbe «tagliato il pene» se avessero avuto rapporti sessuali. Minacce accompagnate poi anche da immagine di una pistola.
Dalle parole si era poi passati ai fatti. Poche notti dopo il giovane si era presentato davanti a un condominio di via Tenca, ad Arnate, insieme a un altro componente del suo gruppo – l’unico italiano – e a un minorenne. Convinti, ma a torto, che il rivale in amore abitasse lì, avevano lanciato quattro bottiglie molotov contro il muro dell’edificio, creando il concreto rischio che si sviluppasse un incendio.
Il ventitreenne non era nuovo a episodi violenti. Era già noto alle forze dell’ordine per la maxi rissa avvenuta a Gallarate nel 2021 e per un pestaggio punitivo compiuto a Somma Lombardo nel maggio del 2022. In quei procedimenti erano stati coinvolti anche altri componenti del gruppo che faceva riferimento al giovane, che si vantava di essere una sorta di leader dei giovani albanesi in zona.
Per gli altri imputati le vicende giudiziarie dei membri hanno avuto esiti diversi, tra patteggiamenti, condanne e fughe.
Il gruppo si era reso protagonista, negli stessi mesi, di diversi episodi di violenza e minacce tra Gallarate, la Valle Olona e Somma Lombardo.
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