“Le faceva terra bruciata intorno”. Il racconto delle amiche di Teresa Stabile, uccisa a Samarate dal marito
Parenti e amiche della donna hanno ricostruito, in tribunale a Busto, il quadro di anni di pesante condizionamento. A cui Teresa stava cercando, pur spaventata, di sottrarsi
Teresa Stabile, la donna uccisa dal marito a Samarate, nel tempo era stata sempre più isolata, al punto da dover nascondere la frequentazione anche con altre donne. Al punto da dover nascondere di aver trovato un’occupazione, perché un reddito autonomo avrebbe privato definitivamente il marito Vincenzo Gerardi della possibilità di controllarla.
È il quadro emerso ancora una volta dal racconto fatto in tribunale da parenti e amiche della donna, assassinata lo scorso 16 aprile. La ricostruzione del contesto complessivo e dell’evoluzione negli anni del rapporto tra i due coniugi è stato al centro della nuova udienza in corte d’Assise a Busto Arsizio.
Nella primissima fase d’udienza c’è stato il rinvio dell’esame del medico legale – impossibilitato a intervenire – poi la testimonianza di uno zio che ha riferito alla corte sulle concitati fasi successive all’accoltellamento (Gerardi «aveva in mano un coltello, si avvicinava verso chi arrivava. Quando mi ha visto si è bloccato ed è fuggito»).
“Voi non sapete chi avete davanti”
La zia, la sorella e tre diverse amiche di Teresa Stabile hanno appunto invece testimoniato sul condizionamento che Gerardi esercitava sulla donna. «Teresa aveva paura, raccontava spesso, magari non giornalmente. Raccontava comportamenti aggressivi [di Gerardi], aveva paura di incontrarlo. Mi chiedeva negli ultimi tempi di stare da me, aveva paura di stare sola» ha raccontato la zia. Che ha restituito anche l’immagine di un approccio che mutava di volta in volta: «A volte le portava dei fiori, come alla festa della donna, a volte le dava della puttana».
In passato, agli inizi, le forme di controllo erano più subdole: «Mi ripeteva: voi non sapete chi avete davanti» ha testimoniato la sorella di Teresa. Dopo anni si è arrivati a un condizionamento dipinto come totalizzante: «Non aveva più amiche. Non usciva neanche più con me, io cercavo di spronarla. Finché faceva quel che voleva lui, non c’erano problemi. Gerardi faceva intendere che l’avrebbe perdonata se tornava a casa. Nel momento in cui si è ribellata, è venuto fuori chi era».
«Dopo la separazione – ha aggiunto un’amica – viveva davvero male. L’ho vista il 29 marzo, era provata, era stanca. Lei quando stava male si chiudeva a riccio. Quando si è ripresa ci siamo viste, era triste e non più la donna combattiva che sembrava prima. Diceva che stava scoppiando tutto: diceva che sarebbe scoppiato quando il marito non avrebbe visto la Naspi sul conto». La donna aveva aperto un conto per avere autonomia economica, ma aveva chiesto alla banca di non inviarle comunicazioni alla residenza, per evitare che il marito la scoprisse.
La stessa amica ha riferito anche che Teresa le diceva che «quando lei contraddiva, il marito non esitava a percuoterla, ad alzare le mani» (la donna non ha potuto dettagliare ulteriormente gli episodi).
La donna ha anche riferito che Teresa «era andata dai carabinieri ma le hanno detto di tornare a casa, che suo marito aveva un certo carattere ma era un brav’uomo». Questo passaggio era emerso anche nelle udienze precedenti e successivamente il pm Ciro Caramore, sentendo un’altra amica, ha chiesto ulteriori chiarimenti su questo: «Si era sentita giudicata dai carabinieri», ha ribadito anche questa teste.
La vacanza in Puglia e la presunta relazione
È stata poi sentita anche l’amica che, con il marito, aveva fatto con la coppia Gerardi-Stabile una vacanza in Puglia, una dozzina di anni fa: in quell’occasione, era emerso nelle precedenti udienze, c’era stato un litigio pesante tra Teresa e il marito, con un clima tanto teso che alla fine le due famiglie avevano deciso di cessare la frequentazione. «Il signor Gerardi ha detto che doveva interrompere l’amicizia e che doveva rimettere sua moglie sulla retta via».
«Il signor Gerardi faceva terra bruciata. Non solo con me, con tutti» ha ribadito la donna, di qualche anno più giovane di Teresa.
Dopo la testimonianza sulla vacanza in Puglia, un po’ a sorpresa per la prima volta Vincenzo Gerardi ha voluto intervenire in aula. E lo ha fatto per dire che l’amica di Teresa, a suo dire, «mi insultava, mi dava del cornuto», ha detto contestando la veridicità della ricostruzione della donna («Quel che lei ha detto sotto giuramento non va bene»)
Il legale dell’imputato, l’avvocato Vito Di Graziano, è tornato su una ipotesi già affacciatasi: «Aveva una relazione con Stabile Teresa?» ha chiesto. «Assolutamente no» ha detto sotto giuramento l’amica. Una ipotesi che sembra riflettere i dubbi che aveva Gerardi ma che fin qui si è rivelata priva di alcun riscontro.
Non sembra molto chiara fin qui la linea difensiva di Gerardi, mentre i testimoni sentiti in questa udienza hanno sostanzialmente confermato il quadro di forte condizionamento che la donna subiva e la pressione crescente, man mano che la donna cercava – con la separazione fisica, un nuovo alloggio, maggiore autonomia economica – una sua autonomia da quella relazione che era già conclusa, nei fatti, anni e anni prima.
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