Lo spirit of curling, le pietre scozzesi e la passione che spinge. Andrea e Alberto raccontano Varese Curling
La nuova puntata del podcast di Radio Materia dedicato alle associazioni del territorio racconta la nascita e la crescita del Varese Curling, tra volontariato, tornei internazionali e nuovi appassionati arrivati dopo i successi olimpici
Una disciplina poco conosciuta ma ricca di fascino, regole particolari e uno spirito sportivo molto forte. È dedicata al Varese Curling la nuova puntata di Soci All Time, il podcast di Radio Materia che racconta (insieme al CSV Insubria) associazioni, realtà sociali e sportive del territorio. In studio con Orlando Mastrillo l’allenatore Alberto Arienti e il giocatore Andrea Parola. Nel corso dell’intervista si ripercorre la nascita e la crescita dell’associazione sportiva dilettantistica, nata nel 2019 dalla passione dei fondatori e diventata negli anni un punto di riferimento per chi vuole avvicinarsi a questo sport sul ghiaccio.
Il curling a Varese, una storia recente
Il Varese Curling nasce ufficialmente nel 2019, quando un gruppo di appassionati decide di trasformare una passione in un progetto sportivo. Nonostante le difficoltà iniziali legate alla logistica e alla disponibilità di strutture adeguate, l’associazione è riuscita nel tempo a consolidarsi.
Nel podcast si racconta come il curling, sport di origine scozzese, stia lentamente conquistando nuovi praticanti anche in Italia. I successi olimpici degli ultimi anni hanno contribuito a far crescere l’interesse e a portare nuovi iscritti ai corsi organizzati dall’associazione.
Regole e attrezzature di uno sport unico
Durante l’intervista vengono spiegate anche alcune delle caratteristiche più particolari del curling. In campo si utilizzano strumenti specifici, come le scope in carbonio, utilizzate per spazzolare il ghiaccio e influenzare la traiettoria delle pietre.
Le pietre, spesso chiamate “sassi”, hanno una storia particolare: sono realizzate con granito proveniente da un piccolo isolotto scozzese, l’unico materiale che garantisce il giusto equilibrio tra resistenza ed elasticità. Si tratta di oggetti molto costosi, che possono arrivare a valere tra i 1.000 e i 2.000 euro ciascuno. Per preservarne le caratteristiche e non rovinare la pista, a Varese vengono conservate in freezer simili a quelli dei gelati, così da mantenerle alla giusta temperatura prima dell’utilizzo.
Anche l’abbigliamento dei giocatori ha particolarità tecniche. Le scarpe, ad esempio, hanno una suola in teflon, lo stesso materiale antiaderente delle padelle. Questo permette di scivolare sul ghiaccio durante il lancio della pietra, ma rende anche necessario imparare a gestire bene l’equilibrio.
Lo “Spirit of Curling”, il curioso codice etico
Uno degli aspetti più affascinanti di questo sport è però il cosiddetto “Spirit of Curling”, un vero e proprio codice etico che regola il comportamento dei giocatori. Nel curling, infatti, non c’è un arbitro sul ghiaccio. Se un atleta commette un fallo o una violazione del regolamento, deve autodenunciarsi alzando la mano davanti agli avversari. Allo stesso modo sono le due squadre a stabilire insieme il punteggio alla fine di ogni mano.
Chi vince offre da bere al perdente
Esiste poi una tradizione molto sentita: chi vince offre da bere alla squadra che ha perso. Un gesto che ricorda il “terzo tempo” del rugby e che serve a rafforzare il clima di amicizia e rispetto tra gli atleti. Se nelle competizioni di alto livello i toni dovessero diventare troppo accesi, può intervenire la federazione per richiamare i giocatori al rispetto di questo spirito sportivo.
Una comunità tra sport e socialità
Dalla puntata emerge il ritratto di una realtà sportiva fondata soprattutto sul volontariato e sulla voglia di stare insieme. Accanto all’attività agonistica, il Varese Curling organizza momenti sociali, corsi per principianti e tornei internazionali che portano in città squadre da diversi Paesi. Un ambiente che unisce competizione, amicizia e una buona dose di goliardia, perfettamente in linea con lo spirito di uno sport che mette il fair play al centro del gioco.
Per conoscere questa realtà l’invito è a seguire il torneo che si terrà l’1 e il 2 maggio con 24 squadre a contendersi il trofeo.
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