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“Serve chiarezza su quel che è accaduto amministrazione e Fondazione”

Il consigliere comunale Massimo Gnocchi incalza dopo le dimissioni di un secondo consigliere della Fondazione e dopo il comunicato del resto del Cda. E riparte anche dal verbale della Commissione Cultura

Massimo Gnocchi Gallarate

Le dimissioni dal Cda della Fondazione Scuole Materne «sono probabilmente il frutto del clima di veleni interno al cda», dice il consigliere di Obiettivo Comune Gallarate Massimo Gnocchi, che le ricollega al famoso verbale del Cda di gennaio di cui si discute da tempo.

«Leggo delle dimissioni di un altro consigliere del cda, e noto che quel che resta dell’organismo tutto nominato dal sindaco per la prima volta fa un comunicato stampa per minimizzare la portata di questa scelta definita “personale” e manifestata “come libertà di espressione delle sue idee”. Che sono commenti incredibili per chi non ha battuto ciglio sull’agenda operativa imposta da palazzo Borghi (il sindaco) che, come noto lo nomina. Dalla lettura dei verbali del 15 gennaio rettificati il 30, infatti, il sindaco ha di fatto imposto al Cda sia gli aumenti tariffari che la chiusura delle sezioni primavera per “motivi strutturali”, salvo non spiegare mai come abbiano per esempio potuto comunque prendere finanziamenti regionali per tre anni di fila dal 2023 al 2025. Le dimissioni della consigliera Scillieri sono quindi probabilmente il frutto del clima di veleni interno al cda ed alla fondazione in rapporto all’amministrazione comunale».

Non è l’unico verbale su cui Gnocchi vuole dare battaglia.
«Oggi per esempio ci sarà una nuova commissione consigliare cultura che dovrà approvare per esempio il verbale della seduta precedente del febbraio scorso dove si udirono, tra le altre, le parole del sindaco a proposito della fondazione e del cda all’interno del quale secondo lui “qualcuno rema contro l’amministrazione”. Peccato che nel verbale in approvazione questa frase sia sparita e appena io lo abbia fatto notare chiedendo di integrare, mi è stato scritto via mail in modo molto intimidatorio che quelle “parole non sono state mai dette e di rettificare questa mia richiesta”. Un fatto grave, che vuole celare parole delle quali non ci si assume la responsabilità di fatto facendo capire che il verbale sarà votato a maggioranza ovvero che la verità sarà imposta sui numeri consigliari», continua Gnocchi.

«Io ho già annunciato che se la frase detta non ci sarà, il mio voto sarà contrario. Innanzitutto perché la stessa assessore Mazzetti ha ammesso che quelle parole sono state dette benché riferite – secondo lei- solo ai dipendenti della fondazione cosa non vera invece, e soprattutto perché non esistono verità a maggioranza ma assunzioni di responsabilità per le parole che si dicono in sedi istituzionali e soprattutto quando si ricoprono incarichi pubblici come quello di primo cittadino. Se infatti appare evidente a tutti che Cassani sia riuscito a far ricalibrare al cda della fondazione le parole da lui dette sulle classi disabili e sull’aumento delle tariffe nel famoso verbale del 15 gennaio distribuito appunto “rettificato”, nonostante più di un indizio logico lasci intendere che ne esista una versione originale – e come da statuto regolarmente firmata dal cda- di cui uno stralcio è stato pubblicato dalla Prealpina lo scorso 29 gennaio, io non ho affatto intenzione di piegarmi alle sue modalità».

«Che poi ora, soprattutto dopo le ulteriori dimissioni sulle ragioni delle quali sarebbe utile fare luce, si faccia di tutto per far sparire anche questa frase allo scopo di voler far credere che vada tutto bene tra amministrazione e fondazione, la trovo una circostanza grottesca. Se non fosse che di mezzo ci sta andando una delle istituzioni scolastiche comunali tra le più apprezzate in città, definirei la questione come ridicola mentre invece è gravissima per contenuti e modalità».

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Pubblicato il 09 Marzo 2026
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