Trasporto scolastico a Sumirago, è scontro sui nuovi regolamenti
Le minoranze attaccano la scelta della giunta Beccegato di limitare il servizio a un solo scuolabus e contestano i nuovi criteri di accesso basati su una graduatoria definita "invasiva". Il sindaco replica: «Costi insostenibili, dobbiamo dare priorità a chi ha una reale necessità»
Il nuovo assetto dei servizi scolastici a Sumirago accende il dibattito politico. Al centro del contendere sono i regolamenti approvati nell’ultimo Consiglio Comunale, dedicati alla scuola dell’infanzia e ai servizi educativi per elementari e medie, che introducono una stretta sul trasporto scolastico.
I gruppi di minoranza contestano la scelta della giunta guidata da Yvonne Beccegato di confermare un solo autobus per il trasporto degli alunni scelta che viene definita penalizzante, specialmente per l’introduzione di una graduatoria basata su criteri ritenuti eccessivamente “inquisitori”. Per accedere al servizio, infatti, i genitori dovranno compilare un questionario che richiede dettagli sui contratti di lavoro, il numero di patenti in famiglia, le targhe delle auto possedute e l’eventuale presenza di conviventi non occupati.
«Questa maggioranza ha confermato la volontà di impoverire le politiche a sostegno delle famiglie», attacca Stefano Romano, capogruppo di Meloni Noi per Sumirago. «I consiglieri di Cittadini per Sumirago, pur consapevoli delle nuove regole, hanno votato a favore di una scelta che significa meno servizi». Le fa eco Silvana Giamberini (Viviamo Sumirago): «Più passa il tempo e più vediamo che non c’è fine al peggio. Si scivola sempre più in basso con queste politiche di sostegno». Anche Pasquale D’Alessio (Gruppo Misto) sottolinea il disagio vissuto quest’anno: «Hanno lasciato a piedi cinque ragazzi solo per non voler prendere un secondo autobus».
Oltre al merito politico, le opposizioni sollevano dubbi sulla gestione burocratica: gli uffici comunali, già carichi di lavoro, dovranno ora districarsi tra verifiche alla Motorizzazione e al PRA per convalidare le dichiarazioni sulle patenti e sulla proprietà dei veicoli.
A stretto giro arriva la replica del sindaco Yvonne Beccegato, che difende la scelta definendola un atto di responsabilità amministrativa. «Si tratta di due regolamenti necessari per una questione organizzativa», spiega la prima cittadina. «Il trasporto scolastico è un servizio importante per il nostro paese, che ha un territorio molto vasto, ma i costi sono diventati altissimi: il pullman costa 120 mila euro l’anno a fronte di entrate per soli 14 mila euro. È una perdita secca per il Comune. Altri paesi hanno deciso di sospendere il servizio, noi invece abbiamo scelto di mantenerlo, ma con regole precise».
Il sindaco chiarisce poi l’episodio dei ragazzi esclusi e la necessità della graduatoria: «L’anno scorso abbiamo appaltato un pullman da 54 posti basandoci sulle iscrizioni di giugno. A settembre si sono presentate altre cinque famiglie che si erano dimenticate di iscriversi. Non potevamo noleggiare un secondo pullman per soli tre residenti e due non residenti. Poiché è un servizio che non si può dare indiscriminatamente a tutti, abbiamo introdotto una graduatoria basata sulla reale necessità. Se un genitore lavora presto e l’altro non ha la patente, deve poterlo dimostrare. È lo stesso principio per cui il Comune esige l’Isee quando si richiede un contributo economico: i documenti resteranno privati nel rispetto della privacy, ma crediamo che questa sia la strada giusta per garantire equità».
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