Fondazione Scuole materne Gallarate, “basta polemiche, lavoriamo al piano per il futuro””
Dopo due mesi complicati, dopo le due dimissioni dal Cda, Marco Castoldi fa il punto sulle iscrizioni, che diminuiscono in modo significativo per una concomitanza di fattori, e garantisce prima dell'estate il nuovo piano strategico
Alla Fondazione Scuole Materne di Gallarate si possono già fare i conti sulle iscrizioni 2026, mentre si attende di preparare il piano strategico che definirà il futuro dell’istituzione e i rapporti con il Comune di Gallarate, che è il principale finanziatore.
Una fase che segue quella molto complicata vissuta tra gennaio e febbraio, con un paio di passaggi (aumento delle tariffe e stop alle sezioni Primavera) che avevano sollevato le proteste dei genitori e uno scontro politico. Se al presidente della Fondazione, Marco Castoldi, si chiede di dimissioni di consiglieri, verbali e diffide, l’invito è ad andare oltre: «Dobbiamo concentrarci su questo che fa bene alla Fondazione, sul futuro, sul piano triennale da consegnare entro la fine dell’anno scolastico».
Partiamo allora dal numero di iscritti: la lista civica Ocg aveva reso noto un dato piuttosto preoccupante, cento iscritti in meno, su cui in realtà non c’è stata una grande eco, nonostante il dato e anche la critica esplicita. Quel dato è reale? Quanti sono gli iscritti confermati?
«C’è una chiusura formale delle iscrizioni a marzo, ma in base alle necessità dei genitori si potrà accogliere anche in futuro, possiamo venire incontro alle esigenze. Dai dati che ho visto io, che risalivano a settimana scorsa, si arriva intorno ai 250 iscritti. Però dico che un’analisi solo sui numeri è poco funzionale, aspettiamo altri dati che serviranno a definire il piano triennale».
Ovviamente una prima riduzione era prevista, visto il taglio di due delle tre Sezioni Primavera…
«Sulle Primavera c’è stata la chiusura di due sezioni ma anche il potenziamento di quella a Madonna in Campagna: oggi siamo oggi a un 50% in meno, perché da 39 iscritti su tre sezioni si passa a un massimo di 20 iscrizioni».
Quindi da 340 si scende già sui 320. Ma non è comunque problematico avere 70-80 iscritti in meno rispetto allo scorso anno?
«Bisogna considerare anche altri fattori. Per fare un confronto tra iscritti 2025 e 2026 bisogna innanzitutto prendere in considerazione il calo demografico della classe che entra quest’anno; bisognerebbe fare un confronto sulle iscrizioni in generale, anche su altre scuole dell’infanzia in città, non solo della Fondazione. Io credo che il calo effettivo sia intorno a 50 bambini in meno. Le mancate reiscrizioni sono forse un 10%. Per capire l’impatto dal punto di vista economico, come dicevo, dobbiamo attendere ancora altri dati».

Torniamo alle Primavera: c’è stata una comunicazione ufficiale rispetto a quanto detto dal sindaco, riguardo alla non conformità? L’ex presidente Antonio Antenore, nella sua ricostruzione, ha sottolineato una serie di documenti inviati nel 2023 di cui dice non esserci riscontro nella ricostruzione fatta in municipio. Ma voi avete avuto una comunicazione ufficiale? Sono spiegare le ragioni?
«Non entro nel merito di dichiarazioni altrui. Allo stato attuale la situazione è questa, abbiamo ricevuto un parere non favorevole e si stanno facendo valutazioni per capire. Nel piano triennale, in fase di produzione, si potrà valutare possibili ristrutturazioni degli stabili per riattivare il servizio».
Ma c’è un’idea di riattivare le sezioni a Crenna e via Poma?
«Ad oggi non sappiamo indicare se si potrò riattivare sui due plessi, bisogna fare valutazioni. Di fatto allo stato attuale la situazione è legata solo a Madonna in Campagna. Noi comunque lavoriamo per il numero di iscritti. L’anno scorso avevamo firmato una convenzione con “Noi Sea” per intercettare nuove famiglie, anche se non aveva portato grandi risultati. Si lavorerà anche su quel fronte per nuove convenzioni, magari con specifici servizi come quelli per il tardo pomeriggio che ci sono nelle scuole di Milano. Lo si sta facendo anche con i Comitati Genitori che non esistevano si sono costituiti: su Madonna in Campagna si è avviata già una bella realtà, in collegamento con il quartiere, anche gli altri si stanno attivando».
Fuori dalla polemica sulle dimissioni di due consiglieri, ora il Cda va avanti in questa composizione?
«Siamo rimasi in cinque, si va avanti per ora con questi cinque. È anche un’attività su base volontaria, va sempre ricordato. Le nomine non spettano a noi, vedremo cosa succede».
Ma alla fine quando sarà pronto il piano triennale?
«Prima dell’estate, già prima che finisca quest’anno scolastico vogliamo averlo pronto».
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