Il fuoco non aspetta, “servono nuovi volontari per difendere i boschi del Parco del Ticino”
Nell'ultimo mese vento e siccità hanno reso più alto il numero di incendi, nell'area intorno a Malpensa, dove i boschi sono polmoni preziosi. L'appello dei volontari del Parco "Gli incendi sono sempre più frequenti, più rapidi, più difficili da contenere"
«Nei giorni che hanno preceduto la Pasqua 2026, il Parco del Ticino è tornato a ricordarci quanto fragile sia il nostro patrimonio naturale», dice Agostino Ceriotti, responsabile del distaccamento volontari antincendio di Vergiate, nella zona più a Nord del Parco, quella vicino al Lago Maggiore.
Nei giorni intorno alla Pasqua, «complice il caldo anomalo e il forte vento sono divampati diversi incendi, dolosi, che hanno interessato i boschi dei comuni di Vergiate-Coarezza e dell’area compresa tra i comuni di Gallarate, Casorate Sempione e Arsago Seprio». Questi incendi hanno richiesto l’intervento tempestivo dei volontari del Parco del Ticino (AIB) e dei Vigili del fuoco, impegnati a lungo anche nel presidio delle aree dove le fiamme erano spente, ma bisognava controllare le fumarole e il rischio che l’incendio riprendesse fuoco.
«Purtroppo non si è trattato di episodi isolati; i numerosi incendi divampati nel nostro territorio e non solo, hanno messo sotto pressione il sistema emergenziale, confermando un dato ormai evidente; sono in progressivo aumento le emergenze dettate dal cambiamento climatico dovute anche a periodi di forte siccità con raffiche di vento».
«La differenza la fanno le persone. Dietro ogni intervento riuscito c’è una rete fatta di uomini e donne che scelgono di esserci. Il sistema di Antincendio Boschivo si basa infatti in gran parte sull’impegno dei volontari, formati per intervenire rapidamente e limitare i danni nel minor tempo possibile. Sono loro i primi a entrare nei boschi quando scatta l’allarme, a presidiare il territorio nelle giornate più critiche e a svolgere le attività di prevenzione, spesso in silenzio, quando nessuno guarda».

La realtà è che però «oggi queste donne e uomini non bastano», riconosce Ceriotti. «Gli incendi non sono più eventi eccezionali. Sono sempre più frequenti, più rapidi, più difficili da contenere. E questo significa una sola cosa: servono più persone preparate, motivate, presenti».
Per queso viene lanciato l’appello a diventare volontario AIB nel Corpo Volontari del Parco del Ticino. «Non significa solo spegnere
incendi. Significa anche: proteggere un territorio unico; salvaguardare la biodiversità (flora e fauna); prevenire danni ambientali ed economici; essere parte attiva della sicurezza della propria comunità».
Cenere e alberi segnati, il bosco di Crenna ferito dalle fiamme
«Non serve essere eroi. Serve senso civico, disponibilità e voglia di mettersi in gioco. I volontari vengono formati con corsi specifici, affiancati e inseriti in squadre organizzate che operano in coordinamento con le istituzioni. Gli episodi delle ultime settimane verificatisi nel Parco del Ticino non sono solo cronaca, sono un segnale. Un invito a non restare spettatori perché il fuoco non aspetta. E la difesa del nostro territorio non può essere delegata a pochi. Diventare volontario antincendio boschivo oggi significa scegliere di proteggere ciò che abbiamo di più prezioso. Prima che sia troppo tardi».
Per entrare nel distaccamento di Vergiate (o comunque diventare volontario Aib) si può scrivere a cv.vergiate@parcoticino.it oppure telefonare al 331 5462815.
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