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La rapina dell’anziana al cimitero di Lentate, poi la fuga in auto: così è finita la folle corsa di Elia Del Grande

Un viaggio verso l’impossibile libertà durato non oltre le 72 ore finito con una donna di 69 anni e un carabiniere feriti

Generico 06 Apr 2026

Stava sistemando la tomba di famiglia nel camposanto di Lentate, frazioncina di Sesto Calende immersa nei boschi del Verbano, quando è avvenuta l’aggressione. Verso le 11 di mercoledì. Traumi alla testa.

La chiamata al 112: «Sono staa rapinata», l’alert diramato alle pattuglie con numero di targa e colore – bianco – di quella Cinquecento che parte e se ne va. La donna, 69 anni, verrà trasportata in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Cittiglio da un’ambulanza del Cva di Angera di servizio proprio a Sesto. Forse non conosce il suo aggressore.

Ma per i carabinieri della Stazione di Sesto Calende, che assieme ai colleghi di Ternate da giorni stanno battendo le lingue di terra fra i due laghi di Comabbio e Monate, quanto accaduto equivale a una firma. Che si concretizza con gli stop dell’utilitaria che si azionano quasi per una svolta innocua in un vialetto lungo la Provinciale a Varano Borghi (i carabinieri lo intercettano a Vergiate).

L’istinto nel passare per un indifferente viaggiatore tradisce però Elia, che quando capisce che il militare sceso dall’auto di servizio si sta gettando nell’abitacolo per strappare le chiavi dal quadro, tenta un’ultima manovra senza senso che fa salire a tre i reati compiuti: rapina e lesioni aggravate, e resistenza a pubblico ufficiale. Scappare non è comunque possibile: da una parte i muri di cinta di una casa, dall’altra una villa con giardino, e subito dopo il lago.

Il conducente dell’utilitaria viene fatto scendere, messo a terra, gli vengono messe le manette (spiegano i testimoni dell’arresto, residenti del paesino sul lago di Comabbio) e poi assegnato alla macchina di servizio che lo porta di filata alla caserma della Compagnia di Gallarate per foto segnalamento e pratiche d’arresto.

Quanto basta per spalancare le porte del carcere di Varese, dove Del Grande, 51 anni da compiere in autunno, arriva in serata.

La procura competente per il momento è quella di Varese, ma non è escluso che possa scavalcare i confini invisibili della competenza territoriale per il reato più grave, quello di rapina aggravata (dall’età della donna, che caratterizza una minorata difesa), tale da arrivare a Busto Arsizio. Questioni tecniche, da manuale, come quelle legate al fatto che Del Grande, per quanto avvenuto, non potrà beneficiare della sospensione condizionale della pena per il grave reato di cui si macchiò 28 anni fa e per il quale stava “scontando” la misura di sicurezza detentiva della casa lavoro, ad Alba.

Un periodo di sei mesi che non sono stati completati (la scadenza era prevista per il 12 aprile). Resta da capire se ci siano dei favoreggiatori di questa evasione e, per il vaglio di questa ipotesi, la Procura di Alba ha aperto un fascicolo per ora contro ignoti. Resta da chiarire poi il percorso fatto per arrivare nella zona dei laghi, come pure dove Del Grande abbia passato le ultime 72 ore della sua libertà.

Dove è stato. Chi ha incontrato. Il suo avvocato lo raggiungerà a Varese nelle prossime ore dal Piemonte.

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Andrea Camurani
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Pubblicato il 08 Aprile 2026
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