Le nuove risse in stazione a Gallarate. “L’assessore si dimetta”
Nel giorno di Pasqua un uomo in auto ha dato di matto, con minacce e qualche rischio. Poi un altro episodio di scontri tra giovani in piazza. Europa Verde chiede un passo indietro di Dall'Igna
Non è una novità, anzi. Nell’area della stazione ferroviaria di Gallarate sono frequenti gli episodi che alimentano preoccupazione tra residenti e pendolari che frequentano la zona. Per lo più risse e atti di vandalismo, di rado aggressioni.
Negli ultimi giorni sono stati due gli episodi: nella domenica di Pasqua un uomo italiano di mezza età ha prima tentato di salire con l’auto sul marciapiede – forse con l’intenzione di sfondare una vetrina – e successivamente ha estratto un coltello, minacciando alcune persone in pieno giorno. «Non ho paura per un cazzo. Vuoi che ti taglio la gola?».
Secondo episodio nella serata di martedì 8 aprile, attorno alle 22. A richiamare l’attenzione dei cittadini sono state urla provenienti dalla strada, con frasi pronunciate in lingua straniera e momenti di tensione, spintoni (nella foto) e minacce.
Scene che hanno spaventato i presenti, con fuggi fuggi per evitare di rimanere dentro a quello che sembrava un inizio di rissa. Del resto, da queste parti si sono visti anche lanci di pietre tra gruppi contrapposti, a volte di stranieri contrapposti per nazionalità, a volte di giovani per altri motivi (tra cui la celebre maxirissa tra gruppi da Malnate e Cassano).

Le richieste di dimissioni di Dall’Igna
Sulla situazione è intervenuta Europa Verde, che per bocca di Filiberto Zago torna a chiedere un cambio netto nella gestione della sicurezza cittadina e le dimissioni dell’assessore Germano Dall’Igna.
Secondo Europa Verde, la reiterazione degli episodi dimostra l’inefficacia delle misure adottate finora e rende necessario un passo indietro “per il bene dei gallaratesi”, aprendo a un cambio di approccio nella gestione del tema sicurezza.
Una vicenda ormai di anni
Dell’area della stazione si discute da anni.
L’amministrazione comunale guidata da Andrea Cassani aveva puntato molto sul rifacimento della piazza antistante, che però ha avuto limitati effetti, mentre le opposizioni hanno criticato più volte l’approccio considerato solo securitario, senza politiche di integrazione e sostegno sociale (per almeno alcune delle persone coinvolte ci sono anche problemi psichici e di dipendenze).

Nel mentre il progressivo degrado ha avuto come conseguenza anche l’abbandono del fabbricato viaggiatori (l’edificio vero e proprio della stazione, che dipende da Fs) da parte dei diversi esercizi commerciali. Se n’era parlato nei mesi scorsi e c’è un dialogo tra Fs e Comune per arrivare alla chiusura in orario notturno. Anche se molti episodi, in realtà, avvengono in pieno giorno.
Rettifica: una prima versione dell’articolo citava, riferito all’episodio di domenica, il negozio di riparazione di cellulari presente in stazione. L’esercizio è invece completamente estraneo ai fatti
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