Sieco e Cassano Magnago: “La fine che non avremmo voluto”
La società che aveva in carico il servizio di igiene urbana replica alle parole dell'assessore cassanese Rocco Dabraio, considerate lesive e non veritiere
Sieco, la società che aveva in carico il servizio di igiene urbana a Cassano Magnago, replica alle parole dell’assessore cassanese Rocco Dabraio, in un post pubblicato sul suo profilo facebook, sul passaggio di consegne tra Sieco e la subentrante Econord, in particolare intorno all’ecocentro.
Riceviamo e integralmente pubblichiamo
Cassano Magnago – La fine che non avremmo voluto
Con la conclusione del servizio al 31 marzo si chiude un’esperienza che per oltre vent’anni ha visto S.I.ECO. operare al servizio della comunità di Cassano Magnago.
Quanto accaduto in data 11 aprile, attraverso la diffusione di un post sui social network da parte di un Assessore della Giunta, segna una conclusione diversa da quella che avremmo voluto. Non per la scelta in sé, che rientra nelle prerogative dell’Amministrazione, ma per il modo in cui essa è stata rappresentata pubblicamente. Un passaggio che, di fatto, pone la parola fine nel modo peggiore, evidenziando una mancanza assoluta di rispetto per il lavoro svolto e per le persone che, per oltre vent’anni, hanno garantito un servizio pubblico essenziale.
In particolare, nel citato post, con riferimento all’installazione dei nuovi parapetti presso il centro di raccolta, si afferma testualmente che la precedente gestione avrebbe operato “senza queste protezioni fondamentali”, arrivando a sostenere che ciò avrebbe significato “assumersi un rischio elevato sulla pelle di cittadini e operatori”, attribuendo così alla gestione pregressa una condotta che viene rappresentata come non adeguata sotto il profilo della sicurezza, in un contesto nel quale, pur in assenza di un’esplicita indicazione nominativa, risulta inequivocabilmente individuabile il precedente gestore del servizio.
Tali affermazioni risultano ancor più gravi alla luce del fatto che l’area è oggetto di verifiche periodiche da parte dell’Autorità sanitaria competente (ATS), svolte con cadenza periodica, e che, da ultimo, in occasione del sopralluogo effettuato nel mese di marzo 2026, non risultano rilievi in ordine ai profili oggi richiamati, con particolare riferimento alla presenza e adeguatezza delle protezioni.
Si ritiene inoltre doveroso ricordare che S.I.ECO. ha garantito la continuità del servizio anche oltre la naturale scadenza del rapporto contrattuale, assicurando lo svolgimento delle attività, incluse quelle non strettamente essenziali, in un contesto caratterizzato da prolungata incertezza amministrativa. Tale situazione, determinata dalle note vicende che hanno interessato il rapporto con l’Ente, ha visto la Società operare per oltre due anni in assenza di un quadro contrattuale definito, senza che ciò abbia comportato interruzioni del servizio.
Solo a seguito della comunicazione di aggiudicazione del servizio a un nuovo gestore è stata richiesta alla scrivente la liberazione dell’area, con tempistiche non coerenti con le esigenze di un ordinato e adeguato passaggio di consegne.
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