Dal terremoto in Friuli nasce l’esperienza di VO.C.E., da 45 anni al fianco di chi è fragile
Dall'esperienza dell'aiuto ai terremotati alle prime iniziative per far uscire di casa le persone con disabilità cognitiva, oggi l'associazione conta su molti giovani e organizza attività anche a supporto degli stranieri
Da oltre quarant’anni l’Associazione VO.C.E. di Varese lavora per combattere l’emarginazione sociale, puntando sulla relazione umana come strumento di inclusione. Nata in seguito al terremoto del Friuli del 1976, oggi l’organizzazione si dedica al supporto di persone con disabilità intellettiva e di famiglie in difficoltà economica o migratoria.
In una recente intervista radiofonica alla trasmissione Soci All Time di Radio Materia, il presidente e i consiglieri hanno raccontato l’impegno quotidiano dell’associazione, fatto di laboratori teatrali, gite, vacanze inclusive e progetti di integrazione. «L’obiettivo è favorire l’autonomia delle persone e creare una rete territoriale solida, promuovendo una visione della disabilità priva di pregiudizi» – hanno spiegato. In studio erano presenti uno dei fondatori, Mario Cremona, e due giovani volontari, Francesco e Martina.
Attività per ragazzi con disabilità cognitiva
L’associazione coinvolge circa 40 persone con disabilità cognitive, tra cui ritardi mentali e sindrome di Down, proponendo attività pensate per stimolare la socializzazione e l’espressione personale. Pomeriggi ricreativi del sabato: incontri mensili al Centro Volontari Varesino con giochi, canti, laboratori manuali e merenda insieme.
Percorsi teatrali: in collaborazione con la realtà Caracorum (Spazio Yak), i ragazzi partecipano a laboratori accessibili e spettacoli aperti al pubblico.
Gite mensili: escursioni sul territorio, come le visite alle Isole Borromee, con guide preparate alle esigenze dei partecipanti.
Vacanze estive e invernali: esperienze di gruppo a Pinarella di Cervia e a Druogno, con sport, tornei, karaoke e teatro.
Momenti conviviali: celebrazione di ricorrenze come cena di Natale, pizzata post-vacanze e castagnata.
Progetti creativi speciali: in passato sono stati realizzati lavori come il libro Voci di personaggi inesistenti, frutto della creatività dei ragazzi. Ogni attività mira a mettere la persona al centro, permettendo a ciascuno di esprimersi secondo le proprie possibilità e canali comunicativi.
Integrazione delle persone immigrate
Parallelamente, l’associazione supporta immigrati e famiglie in difficoltà economica, offrendo strumenti concreti per favorire autonomia e inclusione sociale:
Ricerca di lavoro e alloggio: supporto per trovare occupazione e mediazione con proprietari per affitti spesso difficili da ottenere.
Corsi di lingua italiana: formazione mirata a un italiano “tecnico”, utile per superare esami come quello per la patente di guida.
Sostegno economico: aiuti per le spese quotidiane, dalle bollette a necessità urgenti.
Supporto alla salute: collaborazione con realtà come Sanità di Frontiera per garantire l’accesso ai servizi sanitari anche a chi è più vulnerabile.
«Queste due anime dell’associazione – disabilità e contrasto alla povertà – si completano, perché entrambe si fondano sul rispetto, sull’ascolto e sulla valorizzazione della persona» – hanno concluso i volontari.
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