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Voli intercontinentali su Linate? Il viceministro Rixi rassicura: “Nessuna intenzione di depotenziare Malpensa”

Il vice di Salvini interviene su Varesenews per spegnere la polemica: "Lavoriamo per far crescere tutti gli scali, quell'ipotesi è teorica". Mercoledì il confronto con Sea

Al via il cantiere della ferrovia Malpensa-Gallarate

Le indiscrezioni contenute nella bozza del nuovo Piano Nazionale Aeroporti hanno acceso il dibattito sul futuro del sistema aeroportuale lombardo. A far discutere è l’ipotesi, riportata nei giorni scorsi dal Corriere della Sera in un articolo firmato da Leonard Berberi, di una possibile apertura di Milano Linate a collegamenti intercontinentali dedicati al traffico business, esclusi quindi i “wide body”.

Uno scenario che – in particolare tra Alto Milanese e Varesotto – ha immediatamente sollevato preoccupazioni sul possibile impatto per Malpensa, da anni punto di riferimento per il traffico internazionale del Nord Italia. A rassicurare il territorio interviene però il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi (nella foto di apertura alla cerimonia del cantiere della ferrovia Gallarate-Malpensa) che ridimensiona la portata delle indiscrezioni e invita a distinguere tra ipotesi di lavoro e decisioni operative.

«Vorrei chiarire che il Piano Nazionale Aeroporti è una bozza in discussione da quattro anni», spiega Rixi a Varesenews, «Abbiamo rilevato alcune criticità segnalate dal concessionario, in particolare il rischio di una diminuzione di voli da Malpensa. La nostra intenzione però è esattamente opposta: far crescere entrambi gli scali, anzi tutti gli aeroporti del sistema».

Il viceministro – che ne ha parlato oggi anche con il presidente di Regione Attilio Fontana – sottolinea come il governo abbia lavorato negli ultimi anni per rafforzare il ruolo di Malpensa e attrarre nuovi collegamenti. «Abbiamo convinto Sea a investire sul rinnovo del Terminal 2, continuiamo a considerare Malpensa un’infrastruttura strategica non solo per il territorio varesino ma per l’intero Paese, abbiamo lavorato nel tempo perché l’aeroporto fosse sempre più connesso e stiamo lavorando per portare l’Alta Velocità. Non esiste alcuna volontà di depotenziare un sistema aeroportuale che è centrale sia per il traffico business sia per quello cargo».

Secondo Rixi, il dibattito nato dopo la pubblicazione delle anticipazioni sul Piano rischia di attribuire carattere decisionale a valutazioni che al momento restano soltanto ipotesi. «Vorrei che la discussione tornasse sui binari corretti: stiamo parlando di scenari e non di decisioni prese dal governo. Nessuna delle ipotesi contenute nel Piano ha oggi una concretezza operativa, che passerebbe da decreti attuativi».

Il riferimento è alle possibilità, contenute nella bozza del documento, di consentire in futuro alcuni collegamenti intercontinentali da Linate operati con aeromobili a corridoio singolo e configurazioni dedicate prevalentemente alla clientela business. Una prospettiva che, secondo il viceministro, va letta anche alla luce dell’evoluzione tecnologica del settore. «In futuro potremmo avere collegamenti intercontinentali effettuati in poche ore grazie a nuove tecnologie e nuovi aeromobili. Ma stiamo parlando di scenari futuribili che oggi non rappresentano scelte operative».

Rixi ribadisce inoltre che il governo ha sempre lavorato per rafforzare il ruolo internazionale di Malpensa. «Abbiamo cercato di aumentare il traffico sullo scalo, favorendo l’arrivo di nuove compagnie e nuove accessibilità. Malpensa per noi deve continuare a svolgere un ruolo di hub per i collegamenti intercontinentali».

Sul tema è già in programma un confronto con il gestore aeroportuale. «Mercoledì ci vedremo con Sea per esaminare le diverse ipotesi e valutare la posizione da assumere. Ma è chiaro che qualunque scelta dovrà garantire che Malpensa non venga danneggiata».

Peraltro in mattinata proprio a Malpensa c’era anche il ministro dell’Economia Giorgetti, che sul caso ha gettato a sua volta acqua sul fuoco. «Nessuno porta via niente a nessuno, non preoccupatevi» ha risposto ai cronisti con le consuete poche parole. «Questa è una storia vecchia che ogni tanto salta fuori e poi scompare, direi che la questione sarà gestita in maniera intelligente».

 

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 29 Maggio 2026
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