Rifiuti speciali nella fabbrica dismessa: slitta la creazione del nuovo bosco tra Gallarate e Busto
Si allungano i tempi per la rinaturalizzazione dell’area ex Edilda tra Gallarate e Busto, quella fabbrica dismessa acquistata dal Parco del Ticino nell’estate del 2025 per essere trasformata da ex sito industriale a nuova area verde, come compensazione per i boschi erosi dal tracciato della nuova ferrovia Gallarate-Malpensa.
L’intervento interessa una superficie di circa tre ettari in via Calatafimi, in territorio di Gallarate ma oltre la superstrada 336, al confine con Busto Arsizio, non lontano dall’area destinata al futuro ospedale unico previsto nel rione Beata Giuliana. Il progetto ad oggi prevede la completa demolizione delle strutture esistenti, la restituzione di suolo permeabile e, in una fase successiva, la realizzazione di un nuovo bosco.
La conclusione dei lavori era inizialmente prevista entro i primi mesi del 2026, ma durante le operazioni di demolizione e bonifica sono emerse criticità che hanno imposto una revisione del cronoprogramma. Nel corso degli interventi nell’area dell’ex deposito industriale sono infatti stati rinvenuti rifiuti speciali interrati, la cui presenza non era stata prevista nelle fasi preliminari. La scoperta ha comportato operazioni aggiuntive di smaltimento e un conseguente aumento dei costi, oltre a un ritardo stimato in almeno un anno rispetto alle previsioni iniziali.
Ritrardo di quanto? Il presidente del Parco del Ticino Ismaele Rognoni: «Contiamo di averla pronta entro il 2027». Almeno un anno dopo di quanto previsto.
L’obiettivo finale resta quello annunciato al momento dell’acquisizione dell’area: eliminare una vasta superficie impermeabilizzata e restituirla alla natura attraverso la creazione di prati e nuove superfici boscate. Si tratta di un intervento particolarmente significativo perché consente di recuperare una porzione di territorio da tempo degradata, trasformandola in un’area a elevato valore ambientale.
Quello dell’ex Edilda rappresenta uno dei principali interventi di rinaturalizzazione previsti nell’ambito delle compensazioni ambientali legate al collegamento ferroviario Gallarate-Malpensa. Un’altra importante operazione è allo studio a Casorate Sempione, dove è prevista la trasformazione dell’area di un’ex tintoria in un nuovo parco.
Parallelamente proseguono anche gli interventi di riforestazione lungo il tracciato ferroviario e sulle aree che erano state utilizzate come cantieri durante la realizzazione dell’opera. Se ne parlerà anche in una iniziativa organizzata da Salviamo La Brughiera il 2 giugno: il comitato nato contro la nuova ferrovia oggi tiene alta la guardia sulle compensazioni previste.
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