Andrea Scapolo, dalla parte più brutta della storia del Varese Calcio ai successi negli Usa
Ultima puntata della stagione del podcast "Figli di un gol minore" con il portiere che ha difeso i pali dell'ultimo Varese Calcio prima del fallimento prima di spiccare il volo oltre l'Atlantico
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla tutti i giorni alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
La storia di Andrea Scapolo è quella di un portiere nato due volte, guidato dal destino e dai consigli di famiglia. Attaccante fino a 14 anni sui campi del Bosto, decide di cambiare radicalmente prospettiva dietro suggerimento del nonno paterno, convinto che «è meglio essere un grande numero uno piuttosto che un discreto centravanti». La scelta si rivela azzeccata: Scapolo entra nel settore giovanile del Varese, vivendo nel settore giovanile gli ultimi anni d’oro della Serie B prima di diventare, nella stagione 2018-2019, il guardiano titolare della prima squadra in Eccellenza. Quell’annata, vissuta pericolosamente tra enormi traversie societarie e picchi di puro orgoglio sportivo, si trasforma in una vera e propria montagna russa emotiva. Dalla gioia immensa per la conquista dell’ultimo trofeo della storia del Varese Calcio — la Coppa Italia Dilettanti vinta a dicembre grazie a una tripletta di Lercara — si passa in pochi mesi al punto più basso e surreale della sua carriera: il derby contro il Legnano a Viggiù, quando insieme ai compagni di squadra si è ritrovato a dover letteralmente scavare con le mani nel terreno per regolare l’altezza delle porte di gioco, in un esilio forzato lontano dallo stadio “Franco Ossola”. Poi le partite saltate, gli allenamenti a Induno Olona e un terribile declino fino al falimento.
Dopo una breve e sfortunata parentesi ad Acireale, la mancanza di stimoli e il desiderio di una rivincita personale spingono Scapolo a varcare l’Atlantico, aprendo il capitolo più esaltante della sua vita. Negli Stati Uniti affronta il percorso da studente-atleta, cambiando tre università e collezionando borse di studio, successi e un master in business. Dal freddo «insopportabile» del New Hampshire alle temperature della Carolina del Sud, fino all’anno d’oro in Illinois con la University of Illinois Springfield, Andrea lascia il segno nel calcio dei college americani, firmando il record storico di clean sheet consecutivi del club e conquistando l’accesso alla USL 2. Tra strutture all’avanguardia, un’organizzazione impeccabile e i paesaggi sconfinati del Midwest, Scapolo ritrova persino l’antico istinto del gol: durante una trasferta infinita in Tennessee, sale in area all’ultimo secondo regalando un incredibile pareggio in semirovesciata che zittisce il pubblico avversario. Oggi, rientrato in Italia, divide la sua vita tra il lavoro nel marketing sportivo per un’azienda statunitense e la costante ricerca di una nuova sfida sul campo, pronto a difendere i pali con l’esperienza di chi ha visto il mondo.
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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