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Elezioni Gallarate 2027: nel centrodestra ora l’alternativa è tra Mazzetti e Colombo. Ma restano le incognite

Forza Italia è un po' in difficoltà, potrebbe anche affacciarsi Vannacci, che ha un discreto gruppo in città. Dal lato di Lega e FdI i due nomi ci sono

 via Indipendenza Gallarate

Le elezioni amministrative 2027 a Gallarate, previste per la primavera, sono ancora lontane. Ma nel centrodestra c’è chi invece sussurra che è ora di muoversi: «Spero entro settembre».

Le scelte su Gallarate non sono completamente isolate, è ovvio. 
Nel 2027 si vota a Varese, Busto Arsizio e Gallarate, oltre a Cassano Magnago. E nel centrodestra questo significa la necessità di «trovare la quadra» – per usare espressione cara a Umberto Bossi – tra i diversi partiti: sulle tre principali città la ripartizione più ovvia è che ogni città vada ai tre maggiori partiti della coalizione, vale a dire Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.

È difficile sintetizzare le diverse ipotesi di “incastri” a livello provinciale. La Lega sembrerebbe puntare su un suo nome per Busto Arsizio, ma è del tutto prematuro pensare adesso a un quadro chiaro sulla ripartizione.

Restiamo quindi su Gallarate: la Lega avrebbe il suo nome più probabile in Claudia Mazzetti, l’assessora alla Cultura che è legatissima al sindaco Andrea Cassani, ha ormai una certa esperienza ed è sempre in primissimo piano (e anche al riparo dalle sfuriate che il sindaco ha riservato al resto della sua giunta). Mazzetti poi avrebbe dalla sua anche la possibilità di sfruttare fino in fondo la visibilità garantita dalle “grandi opere” gallaratesi, visto che si attende l’inaugurazione di due (se non tre) scuole nuove di pacca. D’altra parte si è ritrovata un po’ anche nel gorgo della più recente e duratura vertenza politica in città, quella della Fondazione Scuole Materne.
Dentro in Lega difficile pensare a un nome alternativo, anche in considerazione della poca fiducia di Cassani in candidati “civici”, considerati poco fedeli al partito e non vincenti.

Ovviamente si prepara anche Fratelli d’Italia, in quanto primo partito e comunque cresciuto anche in città nel tempo (buona prova alle ultime regionali). Qui il nome fin qui speso è quello di Marco Colombo, l’attuale presidente del consiglio comunale, consigliere provinciale, militante di lungo corso prima in An, poi nel PdL e oggi in FdI.
Colombo gode del sostegno di Francesca Caruso, assessora regionale alla Cultura, e politicamente ha ben gestito le elezioni comunali da responsabile enti locali. Certo: allo stato attuale è “vincolato” al suo ruolo sopra le parti, può trovare spazio nelle vesti di consigliere provinciale, ma non può competere in visibilità con Cassani o Mazzetti. Però come detto ha una storia politica lunga ed è già conosciuto. È appena passato indenne da una mozione di sfiducia e revoca presentate dalle opposizioni, su cui il centrodestra si è mostrato compatto.

Poi ci sarebbe Forza Italia, che però su Gallarate è ancora in riorganizzazione e sconta le difficoltà di molte polemiche interne.
È un vero paradosso: il partito viene da una fase di espansione, regge nei sondaggi, a Gallarate avrebbe potuto interpretare l’area moderata. Ma nell’ultimo anno è successo di tutto: c’è stato un congresso combattuto (e fin qui tutto normale), c’è stato un “colpo di stato” interno con l’alleanza tra la corrente dell’ex sindaco Nicola Mucci – sconfitta in congresso – e il vincitore Ceraldi, da ultimo c’è stato (ci sarebbe, non è ancora ufficiale) l’addio di Mucci pronto a passare a Futuro Nazionale.
Con Mucci in allontanamento e Rocco Longobardi confinato all’opposizione interna, è impossibile forse dire oggi come potrebbe muoversi Forza Italia in occasione delle elezioni. Ci potrebbe anche essere la carta di Massimo Palazzi, rispettato avvocato e dopo un’esperienza civica si è avvicinato al partito.

Ah, a proposito: c’è anche Futuro Nazionale. Che a Gallarate ha il nucleo forte – e politicamente solido – dei “ferrazziani”, il gruppo di Luca Ferrazzi, politico esperto, consigliere al Pirellone, con una squadra di amici che si sono messi subito in gioco. Andranno soli o ragioneranno da subito su un’alleanza con il resto del centrodestra?
Il consigliere regionale e il sindaco Cassani non si possono vedere, ma si sa che in politica nulla è impossibile. E comunque bisognerà vedere cosa sarà, tra un anno, «il partito di Vannacci».

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 23 Luglio 2026
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