“La tariffa del servizio disabili non può superare l’Isee”. Il documento che potrebbe pesare su sette ricorsi delle famiglie a Gallarate
Se ne parla da tempo, il documento era stato "secretato". Ora il consigliere Massimo Gnocchi lo ha reso noto: c'è una questione politica e anche una giuridica, perché potrebbe avere un valore nei ricorsi al Tar delle famiglie
A Gallarate ci sono sette ricorsi per il “boom” di spesa per le famiglie di persone disabili. Un’impennata arrivata nel 2026, quando il Comune è tornato ad applicare in pieno le nuove tariffe. Queste fecero molto discutere a inizio 2024, l’opposizione denunciava un peso insosenibile, l’amministrazione disse che sarebbe intervenuta per “ammorbidire” l’impatto sulle famiglie che usufruivano dei servizi (nella foto: Centro Diurno Disabili).
Poi però nel 2026 si tornò all’applicazione delle tariffe deliberate: una “botta” per le famiglie (si parla anche di cifre a quattro zeri), a cui seguì una nuova denuncia delle opposizione, il sindaco Cassani aveva provato a chiudere le polemiche parlando di un uso strumentale da parte delle minoranze.
Nel corso del 2026 l’opposizione ha voluto andare a fondo della questione.
Fino a trovare un documento che mostra un aspetto centrale: il dirigente del settore Affari Generali e Servizi alla Persona a febbraio 2025 chiarisce che in base alla giurisprudenza “non è legittimo richiedere una compartecipazione a carico dell’utente del servizio superiore ai valori Isee di riferimento”, ponendo un argine – di fatto agli aumenti nell’anno 2025.
Salvo che, cambiato il dirigente, sulla base di altra lettura delle cose il Comune è tornato ad applicare in toto le nuove tariffe. Riaccendendo le proteste delle famiglie e i ricorsi.
Il documento del 24 febbraio 2025 è stato “secretato”, per così dire, vietando ai consiglieri della Commissione di Vigilanza di divulgarlo: le copie vennero “filigranate” con il nome di ogni singolo consigliere.
Dopo l’intervento del Difensore Civico Regionale, ora il consigliere Massimo Gnocchi ha deciso di divulgarlo. Incalzata da un’interrogazione di Gnocchi (Obiettivo Comune Gallarate) in consiglio comunale, l’assessora al sociale Chiara Allai ha risposto settimana scorsa che «Il documento non è secretato» ed «è stato consegnato a tutti i consiglieri comunali che ne hanno fatto richiesta». Ed è proprio su questa base che Gnocchi ha reso evidente il contenuto.
In quel documento il dirigente di allora registrava che la manovra nel 2024 aveva «dato origine a problemi e contenziosi», da cui erano derivati «approfondimenti giuridici» a fronte dei ricorsi presentati per quell’anno.
E gli approfondimenti fatti dai legali del Comune – si legge nel documento – hanno fatto emergere che «non è legittimo richiedere una compartecipazione a carico dell’Utente del servizio [che sia] superiore al valore dell’ISEE di riferimento (unitamente all’indennità di accompagnamento solo per i servizi residenziali)”.
Gli stessi legali dell’ente dunque davano un indirizzo che fu applicato nel 2025, evitando ricorsi e contenziosi con le famiglie dei disabili, ma che poi appunto è stato disapplicato nel 2026.
«Oggettivamente l’ex dirigente riteneva illegittima la delibera della giunta e riteneva che dovesse essere applicata in maniera conforme alla Legge, sulla base degli approfondimenti e della giurisprudenza» sintetizza Giovanni Pignataro (Pd), che con Gnocchi e Margherita Silvestrini aveva affrontato il tema in commissione di Vigilanza.
«Le famiglie ora possono valutare e il giudice dovrà valutare il fatto che lo stesso Comune per un periodo aveva applicato tariffe diverse da quelle oggetto dei ricorsi, sulla base di pareri legali chiesti dall’ente stesso». Ora: non è detto che la motivazione emersa porti a un pronunciamento del Tribunale amministrativo a favore delle famiglie, ma di sicuro è un elemento rilevante. «Mi pare che questo spieghi tutto il terrorismo su questo documento, che non si voleva divulgare».
Ricorsi e battaglia politica
Il documento reso noto da Gnocchi ha dunque un valore giuridico nella controversia, ma fa emergere anche un tema politico, sul cambio di indirizzo in una vicenda che tocca relativamente poche persone, ma in condizioni di fragilità.
L’assessora Allai, in consiglio comunale, ha confermato che sono sette i ricorsi aperti sulle tariffe nel 2026. L’udienza del Tar, nel merito, è prevista a ottobre.
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