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L’attesa inquieta del piano di rilancio per le Scuole Materne Gallarate. “La mobilitazione continua”

Si parlava di fine primavera, sarebbe in dirittura d'arrivo. Assemblea sindacale del personale per chiedere una reazione. L'obbiettivo: ritrovare stabilità

Fondazione Scuole Materne

Si chiude l’anno scolastico e alla Fondazione Scuole Materne si attende il nuovo “piano di rilancio” elaborato dai vertici dell’istituzione, in collegamento con il Comune di Gallarate, principale contributore della Fondazione che gestisce quattro plessi di scuola dell’infanzia.

Del piano di rilancio si parla dall’inverno, si vociferava fosse pronto a fine primavera, poi a giugno, si è arrivati a fine estate ma ormai dovrebbe essere pronto. Fin qui non se ne sa il contenuto, più che altro si è parlato di un nuovo contributo del Comune per evitare che la barca affondi (dal punto di vista finanziario).

Di per sé allo stato attuale c’è uno scenario incerto e la perdita di almeno un’ottantina di iscritti rispetto al 2025/26.
Dati noti, in un quadro molto preoccupante. «In assenza di novità ufficiali, lo stato di agitazione continua. La mobilitazione c’è e continua» diceva venerdì Antonio Lenzi, della Fp Cgil, all’assemblea sindacale che ha riunito una cinquantina tra lavoratrici e (alcuni) genitori, invitati.

Prima preoccupazione resta che la barca non affondi, si diceva, dal punto di vista finanziario: «Settembre e ottobre sono coperti, con la cassa e e le rette che iniziano a entrate» diceva Nunzio Praticò della Cisl Fp. «Stiamo lavorando perché qualcuno si svegli».

Perché serve un orizzonte di lungo termine, se l’obbiettivo è un rilancio vero e non tamponare le falle momentaneamente non avendo una rotta per il futuro.
Al piano di non facile risanamento – costi fissi alti e un quarto degli iscritti persi – stanno lavorando il presidente Alessandro Agostini e il consulente preso dalla Fondazione, Benedetto Di Rienzo, ex dirigente di scuole superiori ed ex presidente di Its Incom.
Tra le maestre e le altre addette in assemblea serpeggiava una certa sfiducia, sul fatto che si tratti di un vero rilancio. «Di Rienzo è una persona con un background e una carriera alle spalle, non posso credere che sia qui per chiudere» ha provato a tranquillizzare Praticò della Cisl Fp.

«Quello che abbiamo sentito ci mette un po’ in agitazione» ammette uno dei genitori, del comitato dell’asilo Ponti, sede nel centro, in via Poma. «Abbiamo già incontrato presidente e consulente. Per adesso non abbiamo ottenuto granché. Voi non avete certezze sul vostro lavoro, noi genitori non abbiamo certezze sulla scuola per i nostri figli».

Ecco, è questa incertezza che continua a pesare. Su chi ci lavora, su chi ha già figli iscritti, su chi dovrebbe iscriverli. Anzi: soprattutto su chi dovrebbe iscriverli, nel senso che questi ultimi hanno più possibilità di rivolgersi ad altro; se succedesse, per la Fondazione sarebbe un colpo che potrebbe rivelarsi mortale. Ecco perché serve «svegliarsi», per usare l’espressione del sindacalista della Cisl.

Allo stato attuale, il piano di rilancio è ancora atteso. Dal Comune è filtrata l’ipotesi di un nuovo contributo straordinario di 130-140 mila euro, che però non è entrato nell’ultima variazione di bilancio. Dovrebbe andare a dopo l’estate, in un quadro in cui comunque i flussi di cassa sarebbero garantiti (come confermavano anche i sindacalisti). Poi resta l’orizzonte più ampio: stabilizzare l’istituzione, tranquillizzare le famiglie, dare una prospettiva credibile.
Nel frattempo sindacati e lavoratrici mantengono l’inquietudine ma anche la mobilitazione. Se necessario pensando magari a «un bell’asilo aperto da allestire davanti al municipio», ha detto con una provocazione il funzionario della Uil. Vedremo se si arriverà a questo punto.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 20 Luglio 2026
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