Federico Venco e quella “luce di bene” che commuove e cerca un senso nella tragedia di Maddalena di Somma
Grande commozione nel suo paese di origine, San Macario, e in tutta Samarate, che chiede il lutto cittadino. Una storia di generosità e passione per la vita
Ci sono le indagini e la vicenda giudiziaria, c’è l’arresto del 44enne Mirko Bertellini, accusato di omicidio volontario per l’episodio avvenuto a Maddalena di Somma Lombardo.
Ma in queste ore c’è anche la commozione e il ricordo di tanti, per quel ragazzo – Federico Venco – morto per un gesto di altruismo.
Era un ragazzo, ma forse sarebbe meglio dire un uomo. Non solo per l’età, 36 anni, ma anche per una visione della vita e un’etica che hanno trovato un epilogo tragico ma che restituisce il senso di una vita. «Quel gesto di altruismo non mi ha stupito, sapendo come era fatto» sintetizzava domenica sera la cugina, Emanuela Pelligrò.
Oggi a Samarate, il suo paese di origine e dove viveva (in frazione San Macario) in attesa di andare a vivere con la sua ragazza, in tanti sono commossi e chiedono al sindaco Alessandro Ferrazzi di proclamare il lutto cittadino.
Venco viene da una famiglia numerosa – quattro fratelli – e sorretta dalla fede, provata già dalla morte improvvisa del padre nell’inverno del 2010. Una fede profonda e una visione della vita che ritornano: «Federico era una cuor contento» ha detto la madre, parlando dell’entusiasmo del figlio nei confronti della vita.
Erano evidenti oggi, che era uomo, ma già – come seme destinato a dare frutto – quando era ancora adolescente: «Era un ragazzo con una grande vitalità e generosità, che si mostrava anche nella creatività che sapeva tirare fuori» lo ricorda un suo ex insegnante del Falcone, l’istituto di Gallarate dove si era diplomato. «L’intervento a favore della ragazza non mi stupisce, perché gesti del genere erano nel suo carattere, quasi istintivo».
Appassionato di montagna, era iscritto al Cai di Busto Arsizio, aveva affrontato grandi ascese e sognava di aprire un suo rifugio. Per un periodo la montagna gli era stata negata da un incidente in moto: ferito, aveva dovuto affrontare un periodo di riabilitazione. «E in quel periodo, mentre faceva la riabilitazione, con le stampelle andava dagli anziani soli di San Macario», racconta ancora la cugina.
Il dolore ha coinvolto tutta la comunità di Samarate e anche oltre. Raffaele Cattaneo, oggi sottosegretario di Regione Lombardia, parla della «storia di un giovane buono, “un cuor contento”, come lo ha definito sua madre, ucciso con inaudita brutalità mentre compiva un gesto di pura generosità, fermandosi ad aiutare una persona rimasta sola per strada. Da una parte è qualcosa che la coscienza fatica persino a concepire; dall’altra, questo sacrificio — che con ogni probabilità ha contribuito a scongiurare un ulteriore atto di violenza, forse un femminicidio — porta con sé il senso profondo di un dono di sé che, attraverso vie misteriose e talvolta difficili da comprendere, continua comunque a testimoniare una speranza e a rappresentare una luce di bene».
Il corpo di Federico sarà sottoposto ad autopsia, è necessario nell’indagine che deve ricostruire ancora alcuni aspetti e le diverse fasi della giornata che si è conclusa tragicamente nel bosco vicino al cimitero di Maddalena.
Poi il ragazzo di San Macario potrà riposare, nell’abbraccio della sua comunità. Una parola che si usa spesso a sproposito e che invece – dagli attestati di stima e affetto – emerge nella sua dimensione più autentica.
È il 44enne Mirko Bertellini l’uomo arrestato con l’accusa di aver ucciso Federico Venco
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