Le vacanze non sono più quelle di una volta: cosa farete ad agosto?
Il Touring club dedica la newsletter di agosto al cambiamento delle abitudini vacanziere degli italiani, tra i Treni del Popolo del 1932 e i dati Confcommercio di oggi. La nostra redazione lancia apre uno spazio dedicato ai lettori: raccontateci dove andrete
«C’erano una volta le ferie d’agosto. Quando nelle fabbriche del fu triangolo industriale Milano-Genova–Torino suonava la sirena dell’ultimo turno, tutto chiudeva. Sull’Autosole si formavano lunghe code, i treni espressi per il Sud venivano presi d’assalto, le serrande dei negozi si abbassavano e gli uffici pubblici funzionavano a singhiozzo. Era il mese in cui gli abitanti delle città si riversavano sulle spiagge, ma anche in campagna e in montagna: per le canoniche tre settimane l’Italia si fermava e arrivederci a settembre. Perché, come scriveva Ennio Flaiano: «Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. Quell’epoca è finita, tre settimane ad agosto sono un lusso per pochi».
Inizia così la newsletter di agosto del Touring club, che quest’anno ha scelto di raccontare il mese delle vacanze non solo con i numeri del turismo contemporaneo, ma anche ripercorrendo la memoria storica di come gli italiani hanno imparato, e poi disimparato, a fermarsi.
Quando cambiarono i costumi
Il racconto del Touring club fa un salto indietro fino agli anni Trenta, quando il regime fascista lanciò l’operazione «vacanze per tutti», affidata a quelli che vennero subito ribattezzati i Treni del Popolo. «Ammantato della retorica dell’epoca, un articolo del 1932 riflette sulle tariffe, celebra l’iniziativa e fornisce dati notevoli sull’operazione “vacanze per tutti” messa in piedi dal regime con quelli che vennero subito ribattezzati i Treni del Popolo. Se i benestanti andavano in villeggiatura in auto, come dimostra la coda sulla Milano-Laghi immortalata nella fotografia in alto del 1950, il popolo viaggiava in treno».
Un’istantanea che racconta plasticamente due Italie in vacanza, quella che si spostava su quattro ruote e quella che affollava i vagoni di terza classe, ma che soprattutto certifica come il diritto al riposo estivo fosse già allora al centro del dibattito pubblico.

QUANTI SONO QUELLI CHE RESTERANNO A CASA?
Oggi la fotografia è molto diversa e, per certi versi, più amara. Stando a una ricerca di Confcommercio saranno quasi un quinto della popolazione italiana a non partire affatto questa estate. Riportata al Varesotto, la proporzione significa che circa 170mila persone non si sposteranno.
CHE FARE ALLORA?
Quest’estate vogliamo costruire insieme a voi una mappa dei posti del cuore del Varesotto e dintorni. Non i soliti itinerari già scritti, ma i luoghi che conoscete davvero, quelli dove tornate ogni anno o che avete scoperto per caso e che vale la pena raccontare.
Bastano due minuti: scegliete la categoria che più si avvicina al vostro consiglio, indicate il nome del posto e, se volete, aggiungete una breve motivazione. Le risposte più interessanti diventeranno spunti per i nostri articoli dell’estate.
E INTANTO…
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