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Aerospazio, le filiere si incrociano. La Lombardia punta sulla contaminazione tra settori

A BEX – Beyond Exploration Expo di Rimini il Lombardia Aerospace Cluster mette al centro il dialogo con altri comparti industriali. Cerabolini: «Nuove applicazioni, mercati e collaborazioni per le imprese»

Lombardia aerospace cluster

Dai tessuti tecnici alla medicina, dall’automotive all’elettronica. I confini dell’aerospazio si allargano e tecnologie nate in comparti diversi possono trovare nuove applicazioni su velivoli, elicotteri e satelliti. È su questo intreccio di competenze che il Lombardia Aerospace Cluster (LAC) ha acceso i riflettori a BEX – Beyond Exploration Expo di Rimini, manifestazione alla prima edizione dedicata all’incontro tra la filiera spaziale tradizionale e le nuove frontiere della New Space Economy.
Il tema è stato al centro della tavola rotonda c e le filiere interconnesse”, organizzata dal LAC, la cui partecipazione alla fiera ha beneficiato del contributo e del sostegno della Camera di Commercio di Varese.

IL FUTURO STA NEGLI ECOSISTEMI

«Il futuro dell’aerospazio non si costruisce all’interno di filiere chiuse, ma attraverso ecosistemi capaci di mettere in relazione competenze, tecnologie e culture industriali differenti», ha spiegato il presidente del Cluster Paolo Cerabolini. Un terreno sul quale la Lombardia può contare su una filiera aerospaziale forte e su un sistema manifatturiero articolato. L’obiettivo è favorire il dialogo tra questi mondi, offrendo soprattutto alle Pmi occasioni per trovare nuove applicazioni alle proprie tecnologie, entrare in nuovi mercati e avviare collaborazioni.

NON UN SEMPLICE TRASFERIMENTO DI TECNOLOGIE

La contaminazione, però, non equivale a un semplice trasferimento di tecnologie. Entrare nella supply chain aerospaziale significa confrontarsi con standard, certificazioni e requisiti stringenti. Un percorso che, secondo Cerabolini, può a sua volta portare nelle imprese nuovi metodi e competenze, con ricadute anche sui settori di provenienza. Gli esempi arrivano dalle aziende. Gavazzi Tessuti Tecnici realizza tessuti e rinforzi per compositi utilizzati anche nell’aerospace. Mentre Dallara sviluppa componenti in materiali compositi per applicazioni aerospaziali e Sabelt ha trasferito il proprio know-how su leggerezza e sicurezza anche ai sedili aeronautici.

IL SETTORE MEDICALE E LE COLLABORAZIONI

Sul versante medicale, l’Università degli Studi di Pavia e Cavok hanno mostrato le connessioni con sensoristica, monitoraggio e medicina aeronautica, mentre ITA Defence ha presentato la propria esperienza nei componenti e sottosistemi ad alta affidabilità per applicazioni avioniche e spaziali. La prova concreta arriverà dalle collaborazioni che potranno nascere dopo la fiera. «Se da BEX nasceranno nuovi progetti, nuovi fornitori qualificati e collaborazioni tra imprese che prima appartenevano a mondi separati – ha concluso Cerabolini – avremo trasformato il confronto in valore industriale concreto».
A Rimini il LAC era presente con uno stand istituzionale insieme a 16 tra imprese e Università: Angelantoni Test Technologies, AQM, Blu Electronic, Carl Zeiss, Cavok Medical Center, Connex Italiana, Forind Avio Elettronica, Gavazzi Tessuti Tecnici, Grammelot, Intecs Technologies, Italiana Ponti Radio, Laga, MEC3D, Merletti, Tecnottica Consonni e Università degli Studi di Pavia.

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Pubblicato il 26 Settembre 2026
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