“La sicurezza non ha colore politico”. E Sesto Futura richiama i casi di Busto Arsizio e Gallarate
Dopo la rapina a Busto Arsizio, la violenza sessuale e l’esplosione del bancomat a Gallarate, la maggioranza di Sesto Calende rilancia il tema: "Quando accade nei Comuni di centrosinistra si punta il dito contro i sindaci, ma il problema riguarda tutti"
Quando un episodio di violenza o degrado avviene in un Comune amministrato dal centrosinistra, la responsabilità finisce spesso direttamente sul tavolo del sindaco. Quando invece accade in città governate dal centrodestra, la questione sembra assumere contorni diversi e diventare un problema più generale, che supera i confini comunali. È, in sostanza, la provocazione politica lanciata da Sesto Futura, la lista civica di centrosinistra che governa Sesto Calende, intervenuta sul tema della sicurezza dopo alcuni recenti fatti di cronaca avvenuti nel Basso Varesotto.
La lista parte da tre episodi concentrati in pochi giorni: il tentativo di rapina e violenza sessuale subite da una donna nei pressi della stazione di Gallarate il 2 ottobre, la violenta rapina avvenuta a Busto Arsizio il 5 ottobre e l’esplosione di un bancomat a Gallarate il 6 ottobre.
Tre fatti che Sesto Futura mette accanto agli episodi di vandalismo, degrado e violenza che si verificano anche a Sesto Calende, pur sottolineando come questi ultimi siano «fortunatamente nella maggior parte dei casi di gravità ben diversa».
Il ragionamento politico della maggioranza sestese parte proprio da qui: «Quello della sicurezza e del diritto di poter frequentare serenamente gli spazi pubblici delle nostre città è ormai un problema che ha una dimensione ben più ampia di quella comunale: è un tema nazionale», sostiene Sesto Futura.
Una posizione che contiene anche una risposta alle polemiche che negli ultimi tempi hanno accompagnato gli episodi avvenuti a Sesto Calende. La lista dice infatti di considerare positivo che siano state «progressivamente accantonate certe letture strumentali e superficiali» che collegavano i fenomeni di degrado e violenza al colore politico di chi amministra. «Città amministrate dal centrodestra, dal centrosinistra o da liste civiche come la nostra si trovano infatti ad affrontare problemi molto simili», sottolinea Sesto Futura.
Il riferimento più vicino è però a quanto accaduto recentemente in viale Italia a Sesto Calende. La maggioranza esprime solidarietà all’attività commerciale che ha subito danni e ringrazia le forze dell’ordine intervenute, ricordando che il soggetto coinvolto è stato individuato e deferito all’autorità giudiziaria.
Per Sesto Futura, tuttavia, la risposta repressiva rappresenta soltanto una parte della soluzione. «Gli strumenti repressivi sono necessari e devono essere utilizzati ogni volta che ve ne siano le condizioni. Ma sappiamo anche che, da soli, non possono rappresentare la soluzione definitiva».
Secondo la lista occorre quindi affiancare all’attività delle forze dell’ordine un lavoro di prevenzione più lungo, intervenendo sulle situazioni di disagio e marginalità e sulla difficoltà, soprattutto tra alcuni giovani, di riconoscersi come parte di una comunità. Da qui l’appello a una responsabilità condivisa tra istituzioni, forze dell’ordine, famiglie, comunità e cittadini, chiamati anche a segnalare e denunciare gli episodi dei quali sono testimoni.
La conclusione torna inevitabilmente sul terreno politico dal quale era partita la riflessione. Per Sesto Futura, davanti a episodi che interessano amministrazioni di ogni colore, il punto non è stabilire quale sindaco abbia la responsabilità politica di ogni fatto di cronaca, ma capire quali strumenti possano realmente incidere sul fenomeno. «Su un tema così importante – conclude la lista – crediamo servano meno propaganda e più capacità di interrogarsi sulle cause, assumersi le proprie responsabilità e lavorare insieme per affrontare i problemi alla radice».
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