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Minacce davanti al municipio, la Lega: “I responsabili siano perseguiti”

L'auspicio del deputato Matteo Bianchi. Polemica della Lega anche sulla presenza in piazza, il 31 dicembre, dell'ex assessore Cinzia Colombo, che replica: "Ero davanti ai vigili, spalle al Comune, subito contro atti e parole violente"

Sinti protestano a Gallarate - 31 dicembre 2018

L’animata protesta davanti al municipio ha lasciato il segno, a Gallarate.

Per il simbolo del municipio colpito (da una bottigliata che ha rotto un vetro) e forse di più per le minacce rivolte al sindaco e alla sua famiglia.
«Abbiamo assistito ad uno spettacolo surreale, con minacce inaccettabili contro le istituzioni, accompagnate da un vero e proprio assalto al palazzo comunale» dice oggi Matteo Bianchi, segretario provinciale della Lega e parlamentare del collegio di Gallarate. «L’augurio è che con il nuovo anno scene del genere non debbano più ripetersi. E i responsabili siano perseguiti secondo la Legge».

«Essere amministratore – prosegue Bianchi – significa stare in prima linea sul territorio accanto ai propri concittadini, difendendo quelle che sono la volontà popolare e la legalità. Il Sindaco Cassani si è comportato esattamente in questo modo, in coerenza al proprio mandato. E come troppo spesso succede finisce per essere dipinto come il ‘cattivo’ e a subire minacce».

Già nella giornata dell’1 gennaio era arrivata anche la condanna del Pd locale, contro «le condotte violente, ingiuriose e minacciose» di alcuni dei sinti, accompagnate anche dalla solidarietà alle famiglie sinti allontanate da Gallarate. Dura invece la presa di posizione della Lega gallaratese, con Stefano Deligios, che aveva chiesto anche una condanna dall’ex assessore Cinzia Colombo, che era in prima fila durante la tentata irruzione in municipio».

La stessa Cinzia Colombo ha risposto oggi al carroccio gallaratese, partendo da un elemento: la sua posizione in piazza, «davanti ai vigili, spalle al Comune». «Già solo le immagini la dicono tutta sul mio comportamento il 31 dicembre in piazza, a fianco dei Sinti senza più una casa. Non ho avuto bisogno della Lega ex Lombarda ex Padania libera, per condannare atti e parole. L’ho fatto subito: non ho bisogno di pensarci qualche ora, prima di dire come la penso. Per me, che una casa continua ad averla, è più facile rimanere lucida nei pensieri e nei comportamenti. Mi piace pensare che se anche fosse capitato a me e alla mia famiglia di essere buttati in mezzo alla strada, togliendomi le poco certezze che avevo, comunque avrei mantenuto il controllo. Mi auguro di non dovermi mai trovare in quella situazione per verificarlo».

Quanto alle famiglie sinti, la questione è ancora aperta e giovedì inizieranno anche i colloqui con i servizi sociali.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 02 Gennaio 2019
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