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La tragedia di Crans-Montana: decine di morti e feriti gravi, al lavoro anche la Protezione civile italiana

Indagini difficili, vittime non identificabili e soccorsi internazionali in azione

Generico 29 Dec 2025

È una tragedia di proporzioni drammatiche quella avvenuta a Crans-Montana, dove un incendio e un’esplosione hanno provocato, secondo le prime stime, almeno 40 morti e circa un centinaio di feriti, molti dei quali in condizioni critiche. La situazione resta estremamente complessa: «Molte delle vittime sono irriconoscibili», riferiscono le autorità, rendendo al momento impossibile una identificazione ufficiale.

A confermare le difficoltà è stato Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano a Berna, intervenuto in collegamento telefonico con SkyTg24. «Le autorità di polizia vallesane non sono in grado al momento di fornirci elenchi di vittime perché non sono identificabili. Non ci hanno ancora fornito l’elenco dei ricoverati, ma lo faranno al più presto», ha spiegato Cornado. L’ambasciatore ha confermato la presenza di cittadini italiani a Crans-Montana in cerca di notizie sui propri familiari, sottolineando però la necessità di evitare qualsiasi speculazione: «Io sono qui, non mi muoverò da qui. Sono in contatto costante con le autorità locali».

Sul posto è intervenuta anche la Protezione Civile italiana, chiamata in supporto ai soccorsi svizzeri per il trasferimento dei feriti più gravi. «Abbiamo trasportato pazienti critici, intubati e sedati, verso l’ospedale di Ginevra», ha raccontato Jacopo Pernechele, medico valdostano intervenuto con l’elicottero della Protezione civile della Valle d’Aosta. «Non abbiamo avuto notizie di italiani tra i pazienti dei quali ci siamo occupati direttamente».

A spiegare nel dettaglio l’operazione è stato Valerio Segor, direttore regionale della Protezione civile valdostana. «Siamo stati attivati intorno alle 6 di questa mattina dal servizio di emergenza svizzero per un supporto logistico nel trasporto dei pazienti più critici. In orario notturno sono pochi gli elicotteri in grado di volare in ambiente montano ostile», ha dichiarato. I feriti meno gravi sono stati ricoverati negli ospedali vicini a Crans-Montana, mentre i più gravi sono stati evacuati verso i centri universitari di Ginevra, Berna e Losanna.

Le operazioni di soccorso e identificazione proseguono senza sosta, mentre le autorità svizzere e italiane restano in stretto contatto. Il bilancio resta provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.

Le foto di questa mattina sono del varesino Antonio Bandirali, che sta trascorrendo in quel luogo un periodo di vacanza e si è messo in contatto con la nostra redazione: «La gente è incredula di quel che è successo: è stata una vera tragedia. Davanti a quel bar sono passato anch’io proprio ieri, è nel centro della cittadina. Le foto che vi ho mandato, ora non sono più possibili: la scena è blindata, e nascosta da teli bianchi».

Tragica esplosione nella notte di Capodanno in un bar di Crans Montana

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Pubblicato il 01 Gennaio 2026
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