Crans-Montana, salgono a 40 le vittime: 16 italiani dispersi e almeno 15 ricoverati
Strage di Capodanno nella località svizzera. Italiani tra dispersi e feriti, escluso il dolo: il bilancio resta drammatico
Si aggrava il bilancio della tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio ha devastato il locale sotterraneo Le Constellation durante una festa affollata di giovanissimi. Secondo quanto riferito dalla Polizia cantonale vallesana, le vittime accertate sono almeno 40, mentre i feriti sono 115.
Italiani coinvolti: dispersi e ricoverati
Come riportato dal Corriere della Sera, ci sono anche italiani tra le vittime della tragedia. Al momento risultano 16 dispersi e 15 ricoverati in diversi ospedali svizzeri. Le informazioni restano in evoluzione e il bilancio viene definito ancora “incerto”.
Per quanto riguarda i dispersi, sarebbero emersi finora 10 nomi, raccolti attraverso le testimonianze dei familiari riuniti presso il centro informazioni allestito a Crans-Montana. Si tratta di:
Achille Osvaldo Giovanni Barosi, Riccardo Minghetti, Chiara Costanzo, Lisa Pieropan, Giovanni Raggini, Juliette Doronzo, Giovanni Tamburi, Linda Cavallaro, Alessandra Galli Demin, Giuliano Biasini.
Risultano invece ricoverati in ospedale:
Leonardo Bove, Eleonora Palmieri (ospedale di Sion), Antonio Lucia (ospedale di Losanna), Filippo Leone Grassi (Losanna), Francesca Nota (ospedale di Zurigo), Manfredi Marcucci (Sion), Talingdan Kian Kaiser.
Tajani: “Una quindicina di italiani feriti”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato il coinvolgimento di cittadini italiani, parlando di «una dozzina, una quindicina di italiani ricoverati negli ospedali» e di «altri altrettanti dispersi». Tajani ha precisato che le famiglie hanno contattato l’Unità di crisi della Farnesina e l’ambasciata italiana in Svizzera. In un successivo intervento a Sky TG24, il ministro ha confermato che il numero dei dispersi italiani è salito a 16, ribadendo però l’incertezza del quadro complessivo.
Escluso il dolo, nessun arresto
Sul fronte delle indagini, la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud ha chiarito che non sono stati effettuati arresti e che non è stato individuato alcun sospettato. «È escluso il dolo», ha spiegato, aggiungendo che si tratterebbe di un incidente e non di un atto volontario.
Il responsabile della sicurezza cantonale Ganzer ha precisato che «non c’è stata un’esplosione voluta», ma che «la forte esplosione è stata una conseguenza dell’incendio e non la causa». Restano invece da chiarire la capienza del locale e il numero esatto di persone presenti al momento del rogo.
L’unica via di fuga
Un elemento chiave per comprendere la gravità del bilancio emerge dalle parole del comandante della polizia vallese Frederic Gisler. Il locale si trovava in un seminterrato e l’unica via di uscita era una scala angusta, un fattore che avrebbe contribuito in modo decisivo al numero elevatissimo di vittime, ostacolando la fuga durante i momenti più concitati.
I fatti: cosa è successo
Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, un incendio è divampato all’interno di un locale sotterraneo di Crans-Montana, dove era in corso una festa di Capodanno molto affollata. Le fiamme e il fumo si sono propagate rapidamente, causando una strage. I soccorsi sono stati immediati e imponenti, con l’intervento di numerosi mezzi di emergenza svizzeri e il supporto della Protezione civile italiana, impegnata soprattutto nel trasporto dei feriti più gravi verso ospedali specializzati. La tragedia ha scosso profondamente la Svizzera e l’Italia, mentre proseguono le operazioni di identificazione delle vittime e di chiarimento delle cause dell’incendio.
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