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Turotti dopo la sconfitta: “Vogliamo metterci la faccia, il cambiamento parte dalla voglia”

A margine della disfatta contro la Giana Erminio il direttore sportivo insieme a Mastroianni, Udoh, Ferri e Masi sono intervenuti per parlare del momento difficile della Pro Patria

Pro Patria - Giana Erminia 0-4

Turotti: «Abbiamo voluto metterci la faccia con i giocatori più rappresentativi. Vogliamo metterci la faccia in questa situazione molto difficile. La cosa sta andando avanti, siamo qui. C’è voglia di lottare, c’è voglia di far sì che le cose possano cambiare. Se siamo qui è perché in campo vanno i giocatori: chi deve cambiare siamo noi, in tante cose. Il cambiamento deve partire dalla voglia e dalla determinazione».

Turotti 2: «Non si vede una crescita ed è un fatto strano. Ci sono delle responsabilità e dobbiamo prenderne atto. Abbiamo preso tre gol su palla inattiva, il secondo ce lo siamo praticamente portati in porta da soli. È chiaro che si vuole cambiare».

Turotti 3: «Nessuno di noi, con questi giocatori, pensava di trovarsi in una situazione del genere. Nel calcio le cose cambiano solo se si ha davvero voglia di cambiarle. Io ci metto la faccia: il cambiamento deve nascere da dentro. Dal punto di vista tattico abbiamo utilizzato diversi moduli, tutti gli avversari dicono che abbiamo buoni giocatori, ma sono loro che devono portare i risultati. Quella di oggi è stata una giornata molto dura e difficile. Dobbiamo trovare il modo di cambiare, in qualsiasi maniera. Una figura del genere non la voglio più fare».

Turotti 4: «La scelta è stata ponderata, in base alle idee che aveva e a quello che doveva fare. Ad oggi non è riuscito a trasmetterle del tutto, o lo ha fatto solo in parte. L’allenatore è importantissimo e sicuramente mette impegno e idee. La squadra le condivide, ma poi bisogna fare. L’allenatore non può insegnarti come contrastare un giocatore: sei tu che devi applicarti. Ed è proprio questo che a noi sta mancando».

Masi: «Oggi abbiamo toccato il fondo. Dobbiamo cercare di tifare fuori qualcosa in più. Dobbiamo entrare e dimostrare. Ci parleremo anche noi all’interno. Con oggi si è raschiato il fondo. Siamo i primi a non essere contenti, siamo i primi che soffriamo per questa situazione. Dobbiamo guardarci in faccia. Ci dispiace per noi e per i tifosi».

Disfatta Pro Patria, la Giana Erminio sbanca lo “Speroni” per 4-0

Mastroianni: «Noi siamo i più esperti, i più “vecchi”, e quello che dispiace di più è che ci troviamo spesso a parlare senza riuscire a trovare una soluzione. Quando le cose vanno male soffriamo, cerchiamo il problema e il modo di risolverlo, ma fino a ora non ci siamo riusciti. Dovremmo essere noi i primi a cambiare le cose, ma è evidente che non ci siamo riusciti: a un certo punto non sei più solo un calciatore, sei qualcosa di più».

Udoh: «Noi non siamo sereni. Abbiamo forse paura di fare la giocata. E’ difficile capire».

Ferri: «Sono abbastanza sicuro che la questione non sia tattica. Penso piuttosto che sia un fattore mentale. Quando la partita si indirizza in un certo modo subiamo il colpo e noto una certa fatica nel cercare una reazione, anche se ci sono partite in cui reagiamo in maniera diversa».

Ferri 2: «Siamo noi i primi a essere dispiaciuti. Spesso sono parole che rischiano di rimanere al vento, perché non è parlando che si trova automaticamente la soluzione. Continueremo a confrontarci tra di noi e cercheremo di cambiare qualcosa soprattutto a livello mentale. Siamo i primi a soffrire per questa situazione».

Ferri 3: «Dal punto di vista mentale stiamo subendo il momento: noi non giochiamo liberi, la palla quasi scotta. È difficile togliersi tutto questo dalla testa. Giocare con la paura e senza coraggio rende tutto più complicato»

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Pubblicato il 17 Gennaio 2026
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