Possibile contro la logistica a Lonate Pozzolo: “Gli investimenti a discapito dell’ambiente”
Nel paese vicino a Malpensa si parla di nuovi insediamenti. Mentre non è ancora escluso l'intervento nell'area del Campagnone a Tornavento: “La realizzazione del progetto sarebbe un vero e proprio crimine ambientale”
Possibile – il movimento della sinistra del lavoro, dei diritti e ambientalista – interviene contro le ipotesi di nuovi insediamenti di logistica a Lonate Pozzolo, nei dintorni di Malpensa. Si torna a parlare anche dell’area del “Campagnone”, il grande prato che si estende tra Tornavento e la Dogana Austroungarica
La notizia, data in pompa magna, dall’Assessore all’Urbanistica Volontè che la logistica conquista Lonate “perché si investe molto qui, perché Lonate dà fiducia, e non è ancora finita” denota una scarsissima capacità di programmazione del territorio.
Questo perché se qualsiasi operatore avanza delle proposte e trova una amministrazione che dice a priori di sì a qualsiasi proposta, senza avere una visione complessiva del territorio, è evidente che la programmazione la fanno gli operatori e non gli amministratori che dovrebbero, e qui il condizionale è d’obbligo, avere in mente che tipo di sviluppo dare al proprio paese. Salvo ammettere di voler cementificare e coprire di capannoni ogni centimetro di terreno vergine e libero a Lonate Pozzolo.
È del tutto evidente, inoltre, che la partecipazione e le informazioni su questi progetti sono pari a zero, segno di una inesistente volontà di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che riguardano il futuro di Lonate. Nulla è stato pubblicizzato dell’iter di questo progetto se non tramite uno scarno articolo su un quotidiano locale, ma senza darne notizia sul portale comunale. La documentazione tecnica pubblicata sul portale regionale SIVAS non è di facile fruizione della cittadinanza, dovrebbe invece essere compito degli amministratori spiegare in modo chiaro e semplice cosa si intende fare del territorio comunale, di modo che tutti e tutte possano avere il giusto grado di informazione.
L’impatto del traffico da/per il nuovo centro logistico su una strada già trafficata è stato assolutamente derubricato, così come gli impatti sulla qualità dell’aria. Ormai il mantra utilizzato dalle amministrazioni di centro destra è questo: siamo in Pianura Padana, l’aria fa schifo di suo, per cui, cosa volete che faccia un polo logistico in più. Non pervenuto il consumo di suolo vergine.
Sulla questione poi dei posti di lavoro, sentiamo un ritornello trito e ritrito; quelli che il settore della logistica propone sono posti di sfruttamento lavorativo e le numerose vertenze sindacali aperte ne sono la dimostrazione.
Per quanto riguarda il “campagnone” di Tornavento ribadiamo la nostra assoluta contrarietà. La realizzazione di questo progetto sarebbe un vero e proprio crimine ambientale. Ci permettiamo poi in suggerimento, rispetto ai rendering che accompagnano questi progetti: sono esche per boccaloni, ben lontani da quello che sarà il risultato finale.
Il riferimento finale alla zona cargo di Malpensa fa sorridere ma ci sarebbe da piangere, perché se è vero che il mercato chiede spazio – e dovrebbe andare ad occupare quanto c’è di vuoto prima di consumarne di vergine – è altrettanto vero che la cargo city di Malpensa non è stata bocciata, è stata bocciata la sua collocazione al di fuori del sedime aeroportuale che avrebbe cancellato per sempre la brughiera! Ma questo aspetto della cancellazione della brughiera, all’assessore Volontè non importa!
Walter Girardi
Lonate Possibile – Comitato Scientifico Possibile
Milena Berteotti, Sofia Mason
Varese Possibile – Rosa Parks
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