Scuole Materne Gallarate, aumenti “congelati”, ma no a rispristino di fondi e Sezioni Primavera
In consiglio comunale respinta la proposta delle opposizioni unite, mentre nel frattempo la Fondazione blocca gli aumenti
Il consiglio comunale di Gallarate respinge la mozione delle opposizioni. Il sindaco Cassani attacca la gestione della Fondazione e annuncia: “Compenseremo il mancato gettito”, ma le Sezioni Primavera restano verso la chiusura.
Il futuro della Fondazione Scuole Materne continua a dividere il consiglio comunale di Gallarate. Nonostante il passo indietro del CdA sugli aumenti delle rette – che ha portato al congelamento dei rincari per le famiglie già iscritte – il clima politico resta infuocato. In un’aula affollata di genitori, la maggioranza ha infatti respinto la mozione presentata dalle opposizioni, che chiedevano un sostegno economico strutturale e il salvataggio delle sezioni Primavera.
La proposta del Centrosinistra: “Investire, non tagliare”
L’opposizione tutta ha messo sul tavolo una proposta articolata: una variazione di bilancio da 300.000 euro complessivi (100.000 all’anno per il triennio 2026-2028) per dare ossigeno alla Fondazione, insieme alla revoca della chiusura delle sezioni Primavera e alla presentazione di un piano di efficientamento entro metà marzo, come illustrato da Carmelo Lauricella.
“Questi servizi sono un investimento, non una spesa”, ha ribadito Margherita Silvestrini (Pd), criticando scelte definite “drastiche e improvvisate”. Sulla stessa linea Giovanni Pignataro: “La denatalità era prevedibile. La responsabilità di non aver pianificato per tempo è tutta vostra”.
La replica del sindaco: “Basta assistenzialismo”
Il sindaco Andrea Cassani ha risposto con durezza, definendo “puerile” la proposta di garantire fondi aggiuntivi. Cassani ha ribadito il suo No a quello che definisce “assistenzialismo” rinfacciato in particolare al centrosinistra. Alla situazione della Fondazione ha contrapposto quella dell’asilo Borgomanero di Sciarè, “dove con 86.000 euro di contributo si garantiscono rette da 181 per tutte le famiglie”.
Per ora il blocco degli aumenti viene coperto dalla Fondazione, si ragionerà poi in futuro (entro giugno, par di capire) sui fondi che il Comune dovrà trasferire: parlando ai genitori il sindaco aveva citato una cifra indicativa di 100mila euro, ma in consiglio ha specificato che la cifra sarà definita solo per coprire il mancato introito degli aumenti.
Il punto più critico in prospettiva riguarda le sezioni Primavera, per le quali il Sindaco ha annunciato l’impossibilità di proseguire: “È cambiata la normativa, non si può dare l’agibilità. L’amministrazione deve garantire la continuità nell’interesse dei bambini, più che delle famiglie”.
Cassani ha però rassicurato sul fronte economico: “Compenseremo il mancato gettito delle tariffe”. Michele Aspesi(Lista Cassani) ha sottolineato che la risposta alle famiglie sia già stata data con la delibera del CdA, altri esponenti della maggioranza puntano il dito contro chi ha gestito l’ente.
Accuse e veleni sulla gestione della Fondazione
Il dibattito ha fatto emergere crepe nel rapporto tra il Comune e la Fondazione.
Anche dalle file della maggioranza sono arrivate critiche al Cda, espressione del centrodestra in quanto nominato dallo stesso sindaco ma che ha mostrato molti limiti nel controllo.

Ma la vera polemica è – più o meno apertamente – contro chi all’interno della struttura della Fondazione ha reso noto il celebre verbale poi pubblicato dal quotidiano La Prealpina .
Deligios della Lega ha parlato di “malafede” nella fuga di documenti alla stampa (che ha indagato facendo il suo lavoro) e ha invitato a indagare sulle responsabilità interne al CdA. Stessa durezza usata dall’assessora Mazzetti, che ha anche informato – con condizionale – che “il presidente del Cda dovrebbe aver già depositato querela”.
Il futuro: Piano Industriale entro giugno. E l’incertezza delle sezioni Primavera
Mentre Forza Italia predica prudenza in attesa della spending review, Fratelli d’Italia, con Luca Sorrentino, ha considerato la mozione ormai superata dai fatti: “Gli aumenti per i già iscritti sono stati limitati e ragionevoli. Ora la Fondazione dovrà presentare un piano industriale entro giugno”.
Dalle file dell’opposizione, Cesare Coppe (Città è Vita) ha invece incalzato il sindaco: “Aver addossato la responsabilità al CdA significa incapacità della Giunta. Scopriamo ora che state pensando a un servizio post-scuola in un Comprensivo. E allora perché non avete previsto per tempo il post-scuola?”. Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune) ha espresso preoccupazione per il futuro: “Un’istituzione di cui Gallarate andava orgogliosa sta morendo per scelta vostra”.
A questo punto, bocciata la mozione, rimane il congelamento degli aumenti delle rette per il solo 2026, nonché la previsione di un piano industriale per la fondazione entro giugno. Rimane invece completamente aperto il tema delle sezioni Primavera, il cui futuro rimane incerto.
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