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Sulle scuole materne Gallarate Gnocchi: “Il Cda non rilegge i verbali”

Il consigliere comunale di Obbiettivo Comune Gallarate incalza sulle procedure

Obiettivo comune Gallarate

«La lentezza burocratica comunale che mette fuori servizio un servizio finanziato anche dal Comune infatti, è una barzelletta che fa piangere anziché ridere», dice Massimo Gnocchi, consigliere comunale di minoranza. Riferimento al destino delle sezioni Primavera della Fondazione Scuole Materne, due delle quali verranno sospese per questioni urbanistico-autorizzative (era prevista la chiusura anche della terza, aMadonna in Campagna, ma qui si è fatto un passo indietro).

Dopo il consiglio comunale di lunedì 9 febbraio, che ha visto ampia discussione sul tema a seguito di una proposta della minoranza, Gnocchi torna sulla questione. Sullo specifico del servizio oggi a rischio e degli aumenti, ma anche sulla vicenda del verbale della (penultima) riunione del Cda, finito al centro della discussione politica dopo che il quotidiano La Prealpina ne ha pubblicato una copia e dopo che il Cda è stato riconvocato per rivedere il testo.

Di seguito la completa nota di Massimo Gnocchi

“Conta il merito più della forma” ho detto in consiglio ma in politica le parole sono importanti, e se qualcuno le ha dette si deve assumere la responsabilità di averlo fatto. Mi riferisco ovviamente alla famosa frase del Sindaco “se non ci saranno più iscritti finalmente chiuderemo la fondazione scuole materne” riportata sul verbale del cda pubblicato da La prealpina lo scorso 29 gennaio che è stata etichettata come una fake news.

Che stiano infatti avviando la chiusura della fondazione è un fatto chiaro che passa dallo stop delle sezioni Primavera di Crenna e Via Poma e da un ingiustificato aumento delle rette camuffato come una necessità di far pagare di più chi usa un servizio individuale rispetto alla collettività. Un principio giusto che però non regge in questo caso.
Come ho letto in aula alla luce dei bilanci esibiti, la compartecipazione pubblica alla spesa di spesa di funzionamento della fondazione è abbondantemente sotto la soglia del 50% quindi non vi sarebbe motivo di minare un servizio che da lustri rappresenta un valore aggiunto nel panorama educativo dei bambini in città.

Ed inoltre perchè la “barcata di soldi” che il sindaco afferma di dare alla fondazione -peraltro se ne accorge ora dopo 10 anni nel caso?- non è esattamente tale rispetto a ben altre decisioni tra le quali alcune che stanno fortemente indebitando il nostro Comune.

Sulle sezioni primavera inoltre quanto ascoltato in aula ha del surreale. Intanto a differenza di ciò che ha riferito il primo cittadino quelle di crenna e via poma sono state avviate nel 2022 e non nel 2023. Nel 2023 è stato avviato l’iter autorizzatorio che però abbiamo appreso con stupore non si è concluso in tempo tanto che la sopravvenuta modifica normativa sulle agibilità (nell’ottobre 2024) oggi le rende inattivabili.

Al netto che anche solo sapere fossero iniziate senza le adeguate formali comunicazioni è grottesco, il fatto che una Fondazione che riceve da sempre contributi comunali ed il cui Cda è diretta espressione sindacale non veda la conclusione di un iter in tempi ragionevoli è imbarazzante e visto il tutto, verrebbe quasi da pensare che sia stato fatto apposta.

La lentezza burocratica comunale che mette fuori servizio un servizio finanziato anche dal Comune infatti, è una barzelletta che fa piangere anzichè ridere. Ed il bello è che la colpa di tutto questo sempre per voce del sindaco “sarebbe di alcune persone che in questi anni non hanno operato bene” ma, attenzione, “non sono probabilmente nel cda” ovviamente. Esattamente come per il famoso verbale dello scandalo tutt’ora oscuro nonostante l’accesso agli atti rechi la data del 22 gennaio! Che ci vuole a fare una copia e darmela?

Secondo le informazioni rese dall’assessore Mazzetti in risposta al mio quesion time sul punto “se qualcuno in buonafede del cda ha firmato il verbale senza leggerlo ha tutta la facoltà di rivederne i contenuti senza intaccare le decisioni assunte”. Una affermazione da brividi in tutti i sensi perchè se un cda firma senza rileggere è già molto grave così.
Ma se a posteriori decide di cambiare le parole di qualcuno evidentemente per cancellare il vero scopo dell’aumento delle rette, ovvero arrivare alla chiusura della fondazione, è ben peggio perchè ripeto le parole in politica sono importanti. E la politica che, oltre alle discutibili decisoni non sa assumersi la responsabilità di quelle che ha dette, è la peggiore che che esista. Ma la verità prima o poi emergerà come si sta intuendo.

Nel mentre consiglio a questa amministrazione di guardare allo stato delle strade della città. Sono piene di buche come i tanti passaggi di questa vicenda che sta cancellando da Gallarate un servizio di pubblica utilità molto prezioso.

Massimo Gnocchi

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 11 Febbraio 2026
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