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Dopo l’incendio la Bragonzi di Lonate ha ripreso l’attività

C'è una procedura di cassa integrazione aperta, ma per ora non sono state richieste ore

Generico 09 Feb 2026

La fonderia Bragonzi di Lonate Pozzolo, storico stabilkimento alle porte del paese nella zona di Malpensa, ha ripreso le attività dopo l’incendio avvenuto sabato scorso, domato dai vigili del fuoco.

Un tempo affollato da centinaia di operai, la fonderia dà ancora lavoro a oltre trenta dipendenti, è l’ultima erede di una tradizione che era molto forte in passato a Lonate, visto che a inizio anni Novanta c’erano ancora tredici fonderie in attività.

Certamente l’esplosione e le fiamme di sabato hanno creato preoccupazione, prima alla vista del fumo (la fonderia è appena ai margini dell’abitato) poi per la continuità aziendale. «Il danno supera il mezzo milione di euro e potrebbe tradursi in mesi di cassa integrazione» ha lanciato l’allarme Francesco Carbone, segretario locale di Fratelli d’Italia.

Allo stato attuale va detto che in realtà non c’è richiesta di ore di cassa integrazione guadagni, il sistema a carico dell’Inps che sostiene il reddito dei lavoratori dipendenti quando l’azienda riduce o sospende l’attività per difficoltà temporanee o strutturali.

«L’azienda ha aperto procedura, ma non stanno usufruendo delle ore» dice Raffaele Scaramella, della Fiom Cgil, in contatto con la rappresentanza sindacale dell’azienda. Non c’è stata una interruzione del lavoro: «L’area dell’incendio è stata messa in sicurezza e i lavoratori non hanno avuto impedimenti a continuare l’attività su altri macchinari».
La Bragonzi – ricorda Scaramella – aveva spesso fatto ricorso alla cassa in passato. Quanto al futuro, l’impatto dei danni potrebbe aggiungersi alle fragilità pregresse e del comparto, che continua a vivere una crisi legata a quella del settore metalmeccanico e dell’automotive.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 19 Febbraio 2026
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