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Guerra alle specie aliene per salvare la Brughiera: al via i cantieri forestali al Gaggio

Investimento da 275 mila euro tra Parco Ticino e SEA per ripristinare l'habitat tra Malpensa e Lonate. Obiettivo: fermare l'avanzata di pini rigidi e ciliegi americani

brughiera

Un ecosistema unico, prezioso quanto fragile, sta per essere liberato dall’assedio delle specie esotiche. Nei prossimi giorni prenderanno il via i primi interventi di recupero della Brughiera del Gaggio, un’area dalla biodiversità straordinaria che da anni soffre per la colonizzazione aggressiva di piante estranee alla flora locale.

L’operazione “tabula rasa” delle esotiche

Il cuore dell’intervento, progettato dal Consorzio Forestale del Parco del Ticino, mira a eradicare le piante “infestanti” che stanno soffocando la brughiera originaria. Nel mirino dei forestali ci sono soprattutto il ciliegio americano, la robinia, la quercia rossa e il pino rigido.

L’approccio sarà diversificato: si interverrà in modo chirurgico nelle zone dove le conifere esotiche hanno preso il sopravvento e nelle boscaglie rade, avviando al contempo piccoli esperimenti per favorire la ricostituzione spontanea dei lembi di brughiera. Un’azione necessaria, come confermato da uno studio della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, per proteggere non solo i fiori e le piante rare, ma anche la fauna di pregio che popola questi spazi.

Un accordo tra enti e 275 mila euro sul tavolo

Il cantiere forestale è il primo risultato concreto dell’accordo sottoscritto a settembre 2025 tra Regione Lombardia, Parco del Ticino, SEA e FLA. L’intervento ha un costo complessivo di 275.000 euro: 200 mila messi a disposizione dal Parco attraverso fondi vincolati per il miglioramento forestale e 75 mila finanziati da SEA.

L’operazione dà finalmente attuazione alle misure di tutela previste per il sito di Malpensa e Lonate, un’area che il Parco chiede di proteggere a livello comunitario fin dal 2011. Durante i lavori, i tecnici monitoreranno costantemente l’impatto sulla fauna locale per garantire che il ripristino dell’habitat avvenga nel pieno rispetto degli equilibri naturali.

Prospettive future: verso il Campo della Promessa

Quello che partirà nei prossimi giorni è solo il primo lotto. Una volta conclusa questa fase sperimentale, l’obiettivo è scalare l’intervento: è già in fase di studio un progetto molto più esteso che, a partire dal prossimo autunno, interesserà sia la brughiera del Gaggio che quella del Campo della Promessa, a sud della ex statale 336. Una sfida a lungo termine per restituire al territorio uno dei suoi paesaggi più iconici e selvaggi.

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Pubblicato il 20 Febbraio 2026
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