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A Villa Pomini di Castellanza cinque mostre raccontano le “Geografie Umane” del Festival Fotografico Europeo

Dall’8 marzo al 19 aprile la XIV edizione del Festival Fotografico Europeo porta a Castellanza un percorso espositivo dedicato ai territori e alle identità. In mostra reportage internazionali, storie di confini, periferie e comunità.

Castellanza tour 2022 luoghi

A Castellanza la fotografia diventa uno strumento per leggere il mondo. Da sabato 8 marzo a sabato 19 aprile Villa Pomini ospita “Geografie Umane”, un articolato percorso espositivo composto da cinque mostre che fanno parte della XIV edizione del Festival Fotografico Europeo, manifestazione organizzata dall’Archivio Fotografico Italiano (AFI).

L’inaugurazione è prevista domenica 8 marzo alle 11 negli spazi espositivi della villa in via Don Luigi Testori 14. L’iniziativa rientra nel più ampio programma del festival che quest’anno propone 23 mostre diffuse in diverse località lombarde, confermandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti dedicati alla fotografia d’autore.

Villa Pomini come luogo di dialogo tra fotografia e territorio

«Villa Pomini apre con entusiasmo le sue porte alla nuova edizione del Festival Fotografico Europeo, manifestazione riconosciuta come importante occasione di valorizzazione e di confronto sulla fotografia contemporanea» sottolinea Davide Tarlazzi, assessore a Cultura e Istruzione del Comune di Castellanza.

Secondo l’assessore, le immagini in mostra non sono semplici esercizi estetici ma strumenti capaci di interrogare la realtà: «Il percorso espositivo diventa un’esperienza di conoscenza capace di raggiungere i visitatori, sollecitare domande e stimolare uno sguardo più consapevole sul mondo».

Una geografia emotiva tra persone e luoghi

Il progetto espositivo è curato da Claudio Argentiero, direttore artistico del festival, che ha costruito un percorso dedicato al rapporto tra identità, territori e comunità: «Geografie Umane non è una mappa geografica tradizionale, ma una geografia emotiva e culturale dove l’esperienza umana diventa segno, luce e racconto. Le immagini non si limitano a descrivere, ma interrogano e suggeriscono, rivelando legami invisibili tra le persone e i luoghi che abitano».

I fotografi in mostra

Il percorso riunisce cinque progetti fotografici di respiro internazionale, tra reportage storici e ricerche contemporanee.

Tra i protagonisti Francesco Cito, fotoreporter napoletano classe 1949, che presenta “L’archivio svelato. Scatti inediti di un fotoreporter”. La mostra raccoglie immagini realizzate in oltre quarant’anni di attività, tra Afghanistan occupato dall’Armata Rossa, guerra civile libanese, Intifada palestinesi e Prima Guerra del Golfo. Cito è stato premiato due volte al World Press Photo e nel 2006 ha ricevuto dalla FIAF il titolo di Maestro della fotografia italiana.

Il fotografo Paolo Patruno espone invece “Birth is a dream”, un progetto documentario a lungo termine dedicato alla crisi della salute materna nell’Africa subsahariana. Dal 2011 Patruno ha lavorato in sette Paesi africani documentando una realtà drammatica: ogni anno quasi 300mila donne muoiono a causa di complicazioni legate a gravidanza e parto.

Uno sguardo sul contesto urbano italiano arriva con Emanuele Lo Cascio, autore di “Periferia illimitata”, lavoro inedito sul quartiere Zen di Palermo. Il progetto indaga il rapporto tra abitanti e architettura attraverso uno sguardo attento e privo di giudizio. Lo Cascio ha iniziato a fotografare con Letizia Battaglia e negli anni Novanta ha lavorato a Chicago con Leon Golub, partecipando anche alla realizzazione della mostra “Black Male” al Whitney Museum di New York.

La fotografa Emanuela Colombo presenta invece “C’era una volta… il Nagorno Karabakh”, racconto visivo della scomparsa della piccola enclave armena in Azerbaijan. Dopo nove mesi di isolamento e bombardamenti, nel settembre 2023 la popolazione è stata costretta ad abbandonare le proprie case; il 31 dicembre dello stesso anno la nazione ha cessato ufficialmente di esistere.

Completa il percorso la mostra collettiva “Fotografe irachene in dialogo – Sguardi plurali”, che riunisce il lavoro di diverse autrici irachene. Le immagini restituiscono frammenti di vita quotidiana e identità culturali raccontate dall’interno del Paese, lontano da stereotipi e narrazioni semplificate.

Il Festival Fotografico Europeo

Il Festival Fotografico Europeo si conferma anche quest’anno come laboratorio culturale aperto al dialogo internazionale, capace di mettere in relazione autori affermati ed emergenti, professionisti, studiosi e appassionati.

Accanto alle mostre, il programma generale comprende conferenze, proiezioni, presentazioni di libri e momenti formativi, con l’obiettivo di promuovere la fotografia come linguaggio contemporaneo e strumento di riflessione sulla società.

Orari e visite

Le mostre di Villa Pomini sono a ingresso gratuito e visitabili:

  • sabato dalle 15 alle 18.30
  • domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30

La villa resterà chiusa domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, mentre sarà aperta in via straordinaria il lunedì di Pasquetta nel pomeriggio.

Per informazioni è possibile consultare i siti ufficiali del festival e dell’Archivio Fotografico Italiano.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 05 Marzo 2026
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