Nel 2026 il 71% delle imprese userà l’iperammortamento. Ora si aspettano i decreti
All’incontro di Gallarate promosso da Confindustria Varese e Bcc focus su incentivi, credito e pianificazione. Cresce l’attesa per i decreti attuativi
La risposta alla domanda se gli imprenditori fossero in attesa di indicazioni certe e chiare sull’iperammortamento deciso dal governo è arrivata dalla sala piena di persone intervenute a Gallarate all’incontro organizzato da Confindustria Varese e dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Un appuntamento nato per spiegare le novità del provvedimento, ma anche per allargare lo sguardo a tutto ciò che rende davvero possibile un investimento, dall’accesso al credito alla centrale rischi, dal business plan al rapporto con banche e professionisti.
INCENTIVI E PIANIFICAZIONE
A guidare il confronto è stato Marco Crespi, responsabile dell’area Finanza e Credito di Confindustria Varese, che ha impostato fin dall’inizio il perimetro del dibattito. L’iperammortamento, da solo, non basta. Va inserito in un quadro più ampio, fatto di strumenti che permettono alle imprese di presentarsi in modo solido al sistema bancario e di sostenere concretamente i propri progetti. Centrale, in questo senso, il tema della pianificazione. Si va dalla lettura della centrale dei rischi fino alla costruzione di business plan credibili, capaci di restituire un’immagine realistica dell’azienda.
CONTESTO E NUMERI DEGLI INVESTIMENTI
Il contesto in cui si inseriscono queste scelte è tutt’altro che semplice. Chiara Raddrizzani, vicepresidente di Confindustria Varese, ha richiamato le difficoltà legate allo scenario geopolitico e a filiere sempre più lunghe e complesse, che costringono le imprese a ripensare continuamente strategie e modelli produttivi. Investire, però, resta inevitabile. E proprio qui strumenti come l’iperammortamento e, più in generale, i piani Transizione 4.0 e 5.0 diventano leve fondamentali per accompagnare l’evoluzione di prodotti e processi.
I numeri confermano questa direzione. Secondo l’ultima indagine del Centro studi di Confindustria Varese, il 74% delle imprese ha investito nel 2025, il 64% prevede di farlo anche nel 2026, spesso con livelli analoghi o in crescita. Guardando ai prossimi mesi, il 70% delle imprese prevede di utilizzare almeno uno strumento agevolativo anche nel 2026. Tra queste, il nuovo iperammortamento si conferma la misura più attesa, insieme all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo le stime, sarà utilizzato dal 71% delle aziende che intendono investire facendo ricorso agli incentivi. Una domanda così ampia rende evidente quanto sia necessario arrivare rapidamente ai decreti attuativi. «Le imprese – ha osservato Raddrizzani – non possono permettersi di attendere tempi che non coincidono con quelli dell’economia».

IL RUOLO DEI PROFESSIONISTI
Nel confronto è emersa anche la posizione dei professionisti, chiamati sempre più a un ruolo di accompagnamento. Giovanni Cremona, per l’Ordine dei commercialisti di Busto Arsizio, ha apprezzato il collegamento tra incentivi e programmazione, sottolineando come questi strumenti non siano ancora utilizzati in modo sistematico nelle aziende. Dalla stessa linea Riccardo Broggini, per l’Ordine di Varese, che ha insistito su un punto chiave, ovvero che senza regole chiare e stabili diventa difficile pianificare. Alla politica spetta il compito di dare certezze, mentre alle imprese, insieme a professionisti e banche, quello di costruire consapevolezza e preparazione.
LA BANCA DEL TERRITORIO
Il tema del credito ha trovato spazio nelle parole di Roberto Solbiati, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha richiamato il ruolo della banca come presidio locale a supporto di imprese e famiglie. L’istituto, attivo su un territorio che va dalla provincia di Varese fino al Magentino e destinato ad ampliarsi ulteriormente con l’acquisizione di nuove filiali, conta circa 180 dipendenti e impieghi per circa 900 milioni di euro, con una previsione di crescita oltre il miliardo entro il 2026. Una realtà che si distingue anche per solidità patrimoniale, con un Total Capital Ratio attorno al 30%, ben al di sopra della media del sistema bancario. In questo quadro, ha spiegato Solbiati, diventano centrali “fiducia e relazione”, elementi indispensabili per accompagnare le imprese nei loro progetti di investimento e rafforzare il legame con il territorio.
DALLE INTENZIONI AI PROGETTI
Il passaggio finale dell’incontro è stato dedicato agli aspetti più tecnici dell’iperammortamento 2026 e agli strumenti di pianificazione finanziaria. L’interesse delle imprese è già concreto, e non riguarda solo la misura in sé. Accanto agli incentivi, cresce infatti l’attenzione verso tutto ciò che li rende realmente utilizzabili, dalla qualità dei progetti alla capacità di dialogare con il sistema bancario.
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