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Le necropoli di Cardano vicino a Malpensa raccontano come i celti divennero romani

Nel 1954 le prime scoperte, proseguite poi per mezzo secolo. Le necropoli cardanesi, su tutte quelle di via Carreggia, sono un piccolo tesoro, in parte ancora da scavare. Venerdì un incontro per ricordare questa storia

necropoli cardano al campo

Duemila anni fa Cardano al Campo, cittadina vicino a Malpensa oggi ai margini dell’area metropolitana di Milano, era già una zona agricola. Con un abitato – case semplici, che non hanno lasciato grandi tracce – e una serie di necropoli che hanno trasmesso fino a noi la storia di una comunità che, partita da radici celtiche, si andava man mano romanizzando.

La storia delle scoperte è – come sempre – fatta di assoluta casualità, almeno all’inizio. Una storia relativamente recente. «Nel 1955 vennero rinvenute le tracce di uno ustrinum, il luogo dell’incenerazione indiretta, da dove si portavano poi alla sepoltura» racconta Massimo Palazzi, presidente della Società Gallaratese di Studi Patri, che conserva parte dei materiali di scavo e che proporrà – insieme al Comune – due incontri dedicati al tema, a partire da venerdì 17 aprile.

Poi nel 1959 sempre in via Carreggia – poche centinaia di metri fuori dall’allora piccolo centro abitato fatto di corti – si iniziarono i lavori di scavo per un complesso di abitazioni del programma Ina-Casa: nel tracciare le fondamenta dell’edificio si ebbero i primi importanti rinvenimenti, purtroppo in gran parti distrutti dall’escavatore. Già in questa occasione si ritrovarono sepolture con una tipologia che richiamava l’origine celtica, che faceva dire che “l’impronta delle antiche culture si sia trascinata nelle nostre campagne fino all’epoca romana”.

A questo seguirono altri ritrovamenti tra 1973 e 1976, con due diverse campagne nella proprietà Galimberti, condotti da Alessandro Deiana, attuale vicepresidente della Studi Patri che interverrà nelle conferenze a Cardano. Nel 1974 fu ritrovata anche una presenza diversa dalle altre, una tomba tardoantica “alla cappuccina” – dunque con sepoltura del corpo, non delle ceneri, risalente invece al IV secolo (con monete di Licinio).

«Tutta l’area di via Carreggia è rimasta in uso dal I secolo a.C fino al II d.C., per tre secoli» riepiloga Massimo Palazzi.
L’area di via Carreggia era la più grande delle diverse necropoli rinvenute a Cardano: quelle del Dosso e Girola si trovano a Sud sull’asse del cardo (via Garibaldi e via XX Settembre) e quelle di via Carreggia e dell’ex Piantanida sul decumano, l’asse Est-Ovest, che comprende anche le vie Al Parco, Cavallotti, Guaranguala e Delle Roggette.

necropoli cardano al campo

Gli scavi più recenti risalgono al 1990 e al 2002 quando, in due fasi, furono realizzati gli scavi per la superstrada 336 per Malpensa e per la rampa dello svincolo Cardano-Ferno.
«Oggi possiamo dire che le sepolture più antiche si trovano più a Ovest oltre il raccordo superstrada, poi si “risale” verso il centro».
La sacralità dell’area ha una continuità tale che ancora prima del Novecento lungo la via Carreggia si trovava il cimitero vecchio, corrispondente al piccolo giardinetto di fronte alle scuole (un lotto di terreno che infatti i vecchi cardanesi chiamavano “Camp sant vecc”).

I rinvenimenti mostrano come detto sepolture che richiamano l’artigianato funebre celtico, ma anche la successiva evoluzione delle urne, che passano alla tipologia pienamente romana, con manico laterale e forma allungata (nella foto sotto, rinvenimento del Dosso, 1953): è anche il racconto di come le antiche popolazioni celtiche – testimoniate anche da una singola tomba della “civiltà di Golasecca” in zona Prava – si siano man mano romanizzate. 

necropoli cardano al campo

Alcuni dei rinvenimenti nel territorio Cardanese finirono alla Studi Patri, altri in Soprintendenza, altri ancora sono in esposizione in municipio.
La storia delle necropoli è stata raccontata in diverse, singole pubblicazioni scientifiche, ma anche in una mostra organizzata dopo gli scavi del 1990 a Cardano.
Massimo Palazzi poi, da giovane studioso, ha dedicato al tema anche il suo primissimo volume, “In radicibus Alpium”, pubblicato nel 1999.

Ora è arrivato il momento di una nuova condivisione divulgativa, con i due appuntamenti. «L’assessore Trevisan si è dimostrato molto attento al tema e abbiamo così proposto due diversi eventi, con assessorato alla Cultura e assessorato ai Lavori Pubblici» continua Palazzi «Non stiamo pensando solo al passato ma stiamo anche dando indicazioni per una prospettiva futura di tutela», in questo senso c’è anche il coinvolgimento dell’assessorato ai Lavori Pubblici (in passato preziose testimonianze andarono perdute per scavi poco accorti, come si diceva nel caso degli scali Ina-Casa nel 1959).

Gli incontri sulle tracce archeologiche a Cardano al Campo

I due appuntamenti gratuiti sono curati dalla Studi Patri di Gallarate, su proposta della vicesindaca e assessora alla Cultura Paola Torno e dell’assessore allo Sviluppo del territorio Claudio Trevisan.

Si parte venerdì 17 aprile appunto con “La necropoli romana di via Carreggia a Cardano al Campo. Cinquant’anni di scoperte e futuro di ricerca”, con Massimo Palazzi e Alessandro Deiana, rispettivamente presidente e vicepresidente della Società Gallaratese per gli Studi Patri. Per poi proseguire venerdì 15 maggio con “La vita degli antichi romani a Cardano al Campo. Tradizione e usanze raccontate dagli scavi”.

Appuntamento in entrambi i casi alle 21 in sala Pertini.

Via Confalonieri, 5

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 15 Aprile 2026
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