Cassano Magnago: “L’operatore accusato di maltrattamenti è stato licenziato mesi fa”
Domenico Pietrantonio, presidente della cooperativa che gestisce il Centro Diurno Disabili, spiega: "Dopo una segnalazione interna, quella persona è stata allontanata per giusta causa. Le attività proseguono regolarmente"
«Seguiamo con attenzione gli sviluppi della vicenda, ma vogliamo sottolineare che l’operatore coinvolto è stato licenziato lo scorso 6 marzo». Domenico Pietrantonio, presidente del consiglio di gestione della cooperativa sociale Solidarietà e Servizi, interviene per spiegare la posizione del Centro Diurno Disabili di Cassano Magnago dove si collocano i presunti maltrattamenti avvenuti ai danni di persone con disabilità da parte di un operatore finito sotto indagine (QUI la notizia).
«Abbiamo appreso della notifica del provvedimento cautelare interdittivo nei confronti di un nostro ex operatore – spiega Pietrantonio – e seguiamo gli sviluppi nel pieno rispetto del lavoro dell’Autorità Giudiziaria e delle attività investigative in corso. Desideriamo però precisare che questa persona non è più alle dipendenze della cooperativa dal 6 marzo scorso».
«Non appena siamo venuti a conoscenza – tramite segnalazione interna – di un grave fatto poi contestatogli dalla Procura della Repubblica, abbiamo infatti proceduto al suo licenziamento per giusta causa con effetto immediato, adottando tempestivamente tutti i provvedimenti di nostra competenza a tutela degli utenti e del servizio» prosegue Pietrantonio. «Riteniamo infine importante rassicurare le famiglie, gli utenti e il territorio sul fatto che il Centro Diurno Disabili ha continuato a operare senza alcuna interruzione e che le attività stanno proseguendo regolarmente, garantendo ogni giorno l’assistenza e il supporto alle persone accolte nella struttura»
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagato avrebbe messo in atto nei confronti degli ospiti disabili reiterate condotte di violenza fisica, ricorrendo a metodi di contenimento sproporzionati rispetto alle esigenze, oltre che verbale e psicologica. L’uomo, residente a Tradate, è stato per il momento colpito dalla misura cautelare del divieto per un anno di esercitare la professione di ausiliario socio-assistenziale, sia nel comparto pubblico sia in quello privato.
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