Abbandona i rifiuti davanti alla sede di Coinger, scatta la denuncia penale: la prima nel Varesotto con la nuova legge
La Polizia Locale e i Carabinieri hanno identificato il presunto autore attraverso il sistema di videosorveglianza e i lettori targa. È un cittadino di Azzate
Non è finita con una multa, come succedeva fino a pochi mesi fa. L’abbandono di rifiuti davanti alla sede di Coinger, l’ente che gestisce la raccolta in 21 Comuni del territorio, ha portato per la prima volta a una denuncia penale, resa possibile dal nuovo quadro normativo entrato in vigore con la Legge 147 del 2025.
Il presunto responsabile è un cittadino residente ad Azzate. Ad incastrarlo sono state le telecamere di videosorveglianza comunali e i dispositivi di lettura targhe, che hanno ripreso lo scarico abusivo. Le immagini hanno permesso alla Polizia Locale, in collaborazione con i Carabinieri, di risalire all’autore del gesto.
Il Comune, insieme all’Arma, ha presentato denuncia all’Autorità Giudiziaria per la violazione di una articolo del Testo Unico Ambientale e di quello del Codice Penale che riguarda il deturpamento di cose altrui.
La scelta di procedere per via penale non è discrezionale: è il risultato diretto del cosiddetto decreto “Terra dei Fuochi”, convertito in legge. Prima di questa norma, l’abbandono di rifiuti si chiudeva quasi sempre con una sanzione amministrativa. Oggi è un reato: comporta l’iscrizione nel registro degli indagati e, in caso di condanna, un’annotazione nel casellario giudiziale.
Le conseguenze previste variano in base alla gravità del fatto. Per l’abbandono di rifiuti non pericolosi, la legge stabilisce un’ammenda penale da 1.500 a 18.000 euro; se l’abbandono avviene con un veicolo a motore, si aggiunge la sospensione della patente di guida da 4 a 6 mesi. Nei casi più gravi, quando dal fatto deriva pericolo per la salute o per l’ambiente, si arriva alla reclusione da 6 mesi a 5 anni. Chi non ottempera all’ordinanza sindacale di rimozione rischia l’arresto fino a un anno; i costi di ripristino ricadono interamente sul responsabile.
La norma prevede esplicitamente che il reato possa essere accertato tramite sistemi di videosorveglianza. L’Amministrazione comunale di Jerago con Orago sottolinea che i sistemi di videosorveglianza e i lettori targa sono attivi e che le immagini sono pienamente utilizzabili come prova, anche dopo giorni o settimane dal fatto. Per chi abbandona rifiuti, il rischio non è più quello di una sanzione economica da pagare e dimenticare: è quello di un procedimento penale.
“Ringraziamo la Polizia Locale e l’Arma dei Carabinieri per l’attività svolta e ricordiamo che il corretto conferimento dei rifiuti attraverso i servizi di raccolta Coinger e i centri di raccolta è capillare, strutturato e a disposizione di tutti i cittadini del bacino. Non esiste alcuna giustificazione per l’abbandono”, conclude il comunicato del sindaco Emilio Aliverti.
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