Mattia Bellucci in tabellone a Roma: la prima sfida è con Burruchaga, argentino con un padre speciale
Al Foro Italico attesa febbrile per Sinner. Il mancino di Castellanza trova il sudamericano figlio di quel Jorge che realizzò il gol vincente nella finale dei Mondiali di Messico '86 su assist di Maradona
Il mostruoso 6-1 6-2 con cui Jannik Sinner ha demolito Alexander Zverev nella finale di Madrid ha, nel contempo, aperto il campo all’evento tennistico più importante del nostro Paese (al netto delle ATP Finals che sono “di passaggio”): gli Internazionali d’Italia di Roma. Al Foro Italico l’attesa è altissima: un italiano non vince da mezzo secolo esatto (Panatta, 1976) ma mai come quest’anno il digiuno potrebbe essere interrotto dal numero 1 al mondo, già finalista nel 2025 e favoritissimo anche per l’assenza di Carlos Alcaraz.
Sinner sarà naturalmente la prima testa di serie, salterà il turno iniziale come da prassi e al secondo troverà uno tra l’austriaco Ofner e il più temibile americano Michelsen, con tanto di possibile derby al terzo turno con Matteo Berrettini, il quale esordirà con l’australiano Popyrin.
Sempre nella parte alta del tabellone (ma lontano da Sinner) ci sarà anche il confronto più atteso per i tifosi del Varesotto, quello che vede impegnato Mattia Bellucci. Il sorteggio è stato… equo con il 24enne di Castellanza che ha pescato un avversario con una classifica migliore di lui ma, per lo meno, non una testa di serie di quelle ingiocabili. Bellucci se la vedrà infatti con l’argentino Roman Andres Burruchaga, una nazionalità e un cognome che richiamano alla mente altri campi e altri scenari sportivi di altissimo livello.
Burruchaga è infatti il figlio di Jorge, l’attaccante che ai Mondiali di calcio di Mexico ’86 affiancava Diego Armando Maradona in quella nazionale albiceleste che vinse il titolo. Di più: fu proprio Burruchaga a realizzare il gol del decisivo 3-2 nella finalissima contro la Germania Ovest con un diagonale preciso al termine di un’accelerazione propiziata da un filtrante del Pibe de Oro (vedi video sottostante).
Roman, classe 2002 (Bellucci è un 2001) ha scelto la racchetta e ha fatto bene a giudicare dalla attuale 56a posizione del ranking ATP, la migliore in carriera, dovuta soprattutto alla finale ottenuta sulla terra rossa di Houston (ATP 250) dove ha perso in tre set con Tommy Paul. Un precedente “preoccupante” per Bellucci (oggi numero 80) che quindi affronterà un giocatore considerato un “terraiolo moderno”: efficace da fondo campo e con la risposta, non dominante al servizio ma costante e solido durante gli scambi lunghi. Il colpo migliore sembra essere il rovescio.
Un rebus non semplice per “Bellux” che dovrà imbroccare la giornata buona in battuta per mettere pressione all’avversario e, magari, insistere sulla sua varietà di gioco per non ingaggiare lunghi braccio di ferro da fondo campo. Facile a dirsi, meno a farsi, considerando i tanti alti e bassi del mancino di Castellanza su questa superficie.
Mattia ha messo chilometri sul rosso partecipando ai Challenger più recenti, ha sorpreso Sonego a Cagliari salvo cadere subito dopo con Cadenasso a conferma della sua imprevedibilità anche a livello di risultati. In Sardegna c’era anche Burruchaga che è arrivato in semifinale, dove ha perso con Hurkacz al terzo set (il polacco è stato infine battuto da Arnaldi che ha vinto il titolo). Chissà se nella circostanza, Bellucci e i suoi hanno preso appunti.
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