Quantcast

Le ragazze del volley dei Licei di Gallarate vincono i giochi della gioventù in Lombardia e vanno alla finale nazionale

Complici le regole restrittive imposte dal Ministero, le ragazze di 3B hanno compiuto un miracolo costruendo un gruppo competitivo. Ora testa a Roma per godersi un'esperienza sportiva ma anche di amicizia

finaliste ai giochi gioventù pallavolo

Una squadra nata tra i banchi, cresciuta in palestra e pronta a giocarsi un sogno tricolore a Roma. È la storia delle ragazze della 3B del liceo scientifico dei Licei di viale dei Tigli di Gallarate, che hanno vinto il titolo regionale di pallavolo studentesca staccando il pass per la fase nazionale dei nuovi Giochi della Gioventù. Un traguardo costruito dentro le regole fissate dal Ministero: le squadre devono essere formate dalle compagne della stessa classe. Una scelta pensata per promuovere inclusione e partecipazione di gruppo, ma che ha reso ancora più complesso assemblare formazioni davvero competitive.

«Fino all’anno scorso – racconta Marco Bardelli, responsabile del Centro sportivo scolastico dei licei dei Tigli – potevamo selezionare le squadre mettendo insieme i migliori elementi dell’istituto. Quest’anno, con il ritorno dei Giochi della Gioventù in versione rinnovata, la formula è cambiata: si parte dalla classe, non più dall’intera scuola». L’obiettivo educativo è chiaro: far sì che ogni gruppo classe diventi una piccola “società sportiva”, in cui tutti possano mettersi in gioco, indipendentemente dal livello di partenza.

La squadra di sole compagne di classe

Ai licei di Gallarate, questa novità rischiava però di chiudere definitivamente una finestra che le ragazze inseguivano da anni. «Loro – spiega Bardelli – avevano già sfiorato la fase regionale: il primo anno arrivate alle finali regionali senza riuscire a passare, il secondo anno hanno perso la finale provinciale “per un soffio”. Questa era l’ultima occasione utile, perché dal quarto anno non si ha più accesso alle fasi nazionali». Le quattro pallavoliste “di punta”  sono però tutte nella stessa classe, la 3B: da qui l’idea. «Ci siamo detti: perché non costruire la squadra di classe attorno a loro?».

La regola ministeriale fissava un requisito minimo di otto atlete: servivano quindi quattro compagne disposte a mettersi in gioco in uno sport che, visto da fuori, può sembrare semplice ma che in realtà richiede tecnica, movimenti e letture tattiche precise. «Ho chiesto alle ragazze: avete quattro compagne che se la sentono? E loro le hanno trovate».

Quattro ragazze hanno accettato di entrare nella squadra

Le nuove arrivate non erano pallavoliste, ma non si sono tirate indietro. Hanno iniziato ad allenarsi con costanza, affiancando il lavoro del Centro sportivo scolastico, che nel frattempo continuava ad allenare anche la squadra maschile e le formazioni delle classi più giovani.

«La pallavolo giocata è un’altra cosa rispetto a quella vista da bordo campo – osserva Bardelli – ma queste ragazze si sono messe a disposizione, hanno accettato la fatica di imparare ruoli, spostamenti, rotazioni. Il contesto di istituto, con tanti compagni coinvolti, ha creato un clima di squadra che è stato decisivo».

Le fasi provinciale e regionale prima di arrivare al nazionale

Il percorso verso Roma è passato innanzitutto dalla fase provinciale per arrivare alle regionali.  Qui le gallaratesi hanno battuto Cremona e Mantova con distacchi netti. In semifinale è toccato a Lecco, superata ancora 2-0, prima della finale contro Milano, chiusa sempre in due set.

Il 2-0 su Milano non racconta però tutta la tensione vissuta in campo. «Le ragazze erano emozionatissime – ricorda Bardelli – arrivavano alla finale dopo quattro partite, con un po’ di stanchezza sulle spalle e con il peso dei ricordi: due anni prima, proprio all’ultimo passo, l’emozione aveva giocato un brutto scherzo. Stavolta è successa la stessa cosa all’inizio: qualche errore non visto nel resto del torneo, qualche punto regalato. Poi però hanno reagito, hanno vinto il primo set e il secondo è stato in discesa. Hanno trovato il loro ritmo, la loro velocità, e da lì non si sono più fermate».

Il valore aggiunto: la regista

Il vero valore aggiunto, secondo il tecnico, è stato il gioco di squadra, cucito attorno alla regia di Melissa Coppola. «La differenza reale l’ha fatta l’alzatrice – sottolinea – perché nessuno in Lombardia aveva un’alzatrice così in sintonia con le compagne. Lei ha saputo “coprire” le incertezze di chi è meno esperta, distribuire i palloni giusti alle compagne più rodate, tenere insieme il gioco. Altre squadre avevano singole giocatrici molto forti, ma non lo stesso livello di organizzazione».

Non va dimenticato che le protagoniste di questa impresa sono, prima di tutto, studentesse di un liceo esigente. «La 3B è un’ordinamento dello scientifico – ricorda Bardelli – il percorso con latino, quello più impegnativo. Sono ragazze che studiano molto e che, allo stesso tempo, si allenano tre o quattro volte a settimana con le loro società. Non parliamo di atlete “professioniste”: sono ragazze che fanno un campionato normale, di livello territoriale o regionale, ma che hanno messo tanta passione nel conciliare scuola e sport».

I ragazzi dei licei premiati con la Coppa Fair Play

Durante la fase regionale, sia la squadra sia quella maschile hanno ricevuto un riconoscimento che vale quanto un titolo: la Coppa Fair Play. «Oltre al gioco – sottolinea il docente – entrambe le squadre hanno mostrato un atteggiamento sportivo e corretto, dentro e fuori dal campo. Sia io che la dirigente Nicoletta Danese siamo molto orgogliosi di questo aspetto: vuol dire che quello che cerchiamo di trasmettere a scuola si vede anche in palestra».

In partenza per Roma

Ora lo sguardo è puntato su Roma, dove dal 26 al 29 maggio si svolgerà la fase nazionale dei nuovi Giochi della Gioventù, organizzata da Ministero e CONI in contemporanea per dieci discipline diverse, con circa 6.000 partecipanti attesi da tutta Italia. «Sarà un’impresa nell’impresa – sorride Bardelli – anche solo dal punto di vista logistico: tra scioperi dei treni, documenti da compilare e un’organizzazione gigantesca, non è semplice. Ma per le ragazze è prima di tutto una grande esperienza: quattro giorni insieme, in una sorta di vacanza sportiva gratuita, dove l’obiettivo è giocarsela al meglio e godersi il momento».

Sul piano tecnico, l’allenatore resta realista: «In questo contesto può succedere di tutto: potremmo ritrovarci di fronte una squadra con cinque o sei ragazze di un club di altissimo livello, o squadre costruite come la nostra, con un contesto locale forte. Non sappiamo cosa troveremo. Se saranno squadre simili alla nostra, potranno fare molto bene; se ci saranno corazzate di serie nazionale, sarà dura. Ma il senso di questa avventura non cambia».

Il messaggio che Bardelli affida alle sue atlete vale come conclusione e come sintesi del significato dello sport scolastico. «Io sono molto favorevole allo sport a scuola perché è qualcosa che arricchisce davvero. Le nozioni che impariamo in classe sono fondamentali, ma col tempo sbiadiscono: quello che resta sono le emozioni. Io ancora oggi ricordo ogni dettaglio di una finale nazionale giocata in seconda superiore. Anche queste ragazze si porteranno dietro qualcosa di unico e meraviglioso: non solo le quattro pallavoliste, ma anche le compagne che hanno corso a farsi il certificato medico agonistico per vivere insieme questa impresa. Per loro la scuola non sarà solo libri e verifiche: sarà anche il ricordo di un sogno condiviso, di una cosa straordinaria fatta insieme».

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di maggio

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it
Sono una redattrice anziana, protagonista della grande crescita di questa testata. La nostra forza sono i lettori a cui chiediamo un patto di alleanza per continuare a crescere insieme.
Pubblicato il 13 Maggio 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore