Risse, aggressioni e inviti a tacere: un bar di Busto Arsizio viene chiuso per una settimana dalla Questura
Due gli episodi contestati, risalenti all'8 e 9 agosto, con un atteggiamento evasivo del titolare. Non era la prima volta che succedeva
La Questura chiude per una settimana un bar di Busto Arsizio, dopo due diversi episodi di liti e aggressioni: la Polizia di Stato ha notificato al gestore il provvedimento emesso dal questore “a causa di gravi e ripetuti episodi che hanno determinato turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica”.
La decisione amministrativa segue l’indagine effettuata dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Varese, partita dalla richiesta del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Busto Arsizio.
La notte del 9 agosto scorso le Volanti sono intervenute nel locale perché era stata segnalata una violenta lite tra avventori. Sul posto gli agenti hanno proceduto all’identificazione di alcuni uomini e donne, tutti ubriachi, che poco prima erano venuti alle mani, all’interno del locale, per poi essere stati allontanati con particolare veemenza da un uomo che svolgeva le funzioni di buttafuori.
Nel corso dell’intervento una cliente in forte stato di ebbrezza si è opposta con violenza ai controlli, rifiutando di fornire le proprie generalità e spingendo a più riprese gli operatori, condotta che ha reso necessario il suo accompagnamento agli uffici di Polizia e una denuncia all’Autorità Giudiziaria.
Già nella notte precedente, però, i militari dell’Arma dei Carabinieri e gli agenti della Squadra Volante erano dovuti intervenire sul posto per un altro episodio di violenza. Nell’occasione, una donna aveva riferito di essere stata aggredita all’interno dell’esercizio e di non aver ricevuto alcuna assistenza dal gestore, il quale l’aveva anzi invitata ad allontanarsi e a non chiamre la Polizia. Nello stesso contesto, un altro cliente era stato brutalmente percosso da un gruppo di circa dieci persone, riportando lesioni e traumi che avevano richiesto l’intervento del personale sanitario per le cure del caso.
Dagli accertamenti è emerso inoltre, come il pubblico esercizio fosse già stato destinatario in passato di analoghi provvedimenti di sospensione della licenza ai sensi dell’art. 100 Tulps (il Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza), considerata la costante presenza nelle ore notturne di persone in stato di alterazione alcolica, unitamente ai continui schiamazzi e disordini che hanno provocato un grave e prolungato disturbo alla quiete dei residenti della zona.
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