Scuola Munari di Cardano, i genitori chiedono chiarezza. Il Comune: “Lavori nei tempi, riapertura entro il 30 settembre”
Di fronte ai dubbi, l'amministrazione fa il punto sul cantiere della scuola dell'infanzia. Il trasferimento delle classi "ha richiesto pazienza e disponibilità alle famiglie", riconoscono gli assessori Trevisan e Franzioni. "Era l'unico modo per risolvere il problema"
Preoccupazione tra alcune famiglie della scuola dell’infanzia “Munari” di Cardano al Campo per la gestione dell’avvio dell’anno scolastico e per il trasferimento temporaneo di alcune sezioni in un altro plesso. A raccogliere le perplessità è un gruppo di genitori, che lamentava in particolare una scarsa comunicazione da parte della direzione scolastica e chiedeva maggiori garanzie sui tempi dei lavori e sull’organizzazione prevista per i bambini. Dal Comune arriva la rassicurazione: «Siamo nei tempi», assicurano gli assessori Trevisan e Franzioni.
I lavori erano stati predisposti a inizio estate, a fronte di problemi emersi nella struttura della scuola “steineriana” di Cardano. La successiva programmazione è stata comunicata, anche se i genitori dicono di aver scoperto del trasferimento solo durante il comitato del 27 agosto.
È proprio questo uno degli aspetti che ha alimentato il malumore di alcune famiglie. Il gruppo parla di «una situazione di grave disagio e un totale difetto di comunicazione da parte della direzione scolastica».
Le preoccupazioni riguardano in particolare la sezione L, collocata nel terzo lotto della scuola. Secondo quanto riferito dai genitori, durante il comitato del 27 agosto sarebbe stato comunicato che i bambini verranno temporaneamente trasferiti in un altro plesso a causa dei lavori in corso e dell’assenza di nuove iscrizioni di bambini piccoli per quella sezione.
Le famiglie contestano soprattutto l’incertezza sulle tempistiche. «Non vi è alcuna garanzia sul rientro dei bambini nella sede originaria entro il 30 settembre, lasciando le famiglie nell’incertezza più totale», scrivono, sottolineando che l’appalto era stato assegnato il 31 luglio e che il cantiere è poi entrato nella fase operativa a settembre.
Un altro nodo riguarda la struttura destinata ad accogliere temporaneamente i bambini. I genitori spiegano di non avere informazioni sufficienti e chiedono certezze sulla sua adeguatezza: «La struttura di destinazione è del tutto sconosciuta a noi genitori e non vi è alcuna certezza che sia adeguata e strutturata per ospitare bambini di 4 e 5 anni».
C’è poi il tema della continuità educativa. Secondo le famiglie, il trasferimento potrebbe comportare un cambiamento importante nelle abitudini dei bambini, anche dal punto di vista degli spazi e delle figure di riferimento. «Questo brusco stravolgimento, unito alla prospettiva di un ennesimo cambio di sezione e plesso ad anno scolastico avviato, genera forte disorientamento», sostengono i genitori, ricordando come per alcuni dei bambini si tratti dell’ultimo anno prima dell’ingresso alla scuola primaria.
Alle preoccupazioni educative si aggiungono quelle organizzative. Diverse famiglie, spiegano i genitori, hanno più figli iscritti nello stesso plesso e avevano fatto questa scelta anche per semplificare la gestione quotidiana. «La separazione dei bambini in plessi diversi comporta un notevole carico organizzativo ed economico per i nuclei familiari», si legge nella lettera.
Il gruppo chiede quindi «chiarezza, il ripristino immediato dei canali di comunicazione e garanzie sui tempi di consegna dei lavori e sulla tutela del benessere psicofisico e formativo» dei bambini.
Sul fronte dei lavori, però, il Comune rassicura. Interpellati da VareseNews, l’assessore ai Lavori pubblici Claudio Trevisan e l’assessore all’Istruzione Andrea Franzioni assicurano il rispetto della programmazione: «Ad oggi, al 9 settembre, siamo pienamente dentro al cronopogramma. Le previsioni di riapertura entro il 30 sono confermate».
L’intervento si è reso necessario dopo che, nel mese di giugno, erano stati rilevati punti con forte umidità di risalita lungo le pareti di alcune aule e dei corridoi. Il contemporaneo calo di pressione del circuito di riscaldamento nell’ala est dell’edificio aveva inoltre fatto sospettare una rottura della linea principale di alimentazione.
La particolare conformazione dell’impianto ha reso il lavoro più complesso del previsto. La tubazione del riscaldamento passava infatti al di sotto del pavimento radiante, rendendo necessario un intervento più invasivo. Nel consiglio comunale di giugno era stata presentata una prima bozza del progetto insieme alla variazione di bilancio necessaria per finanziare i lavori.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione, durante agosto sono state coordinate le diverse lavorazioni, con il coinvolgimento di idraulico, muratore ed elettricista. Il collaudo idraulico è stato completato positivamente il 20 agosto e dal giorno successivo sono iniziate le opere murarie di ripristino.
Tra gli interventi c’è anche la rimozione e il successivo riposizionamento del controsoffitto e dello strato isolante, che dovranno essere sottoposti a una specifica procedura di collaudo per garantire la sicurezza dei pannelli. A seguire sono previste imbiancatura, pulizie e ripristino degli arredi.
Nel frattempo, per consentire di completare i lavori in sicurezza, tre sezioni dell’infanzia sono state trasferite temporaneamente alla scuola Manzoni, in spazi che il Comune definisce «adeguatamente attrezzato e arredato». Certo non sfugge il sacrificio chiesto alle famiglie: «Questa scelta, che sicuramente ha richiesto pazienza e disponibilità da parte delle famiglie coinvolte, è stata inevitabile al fine di terminare i lavori in sicurezza e nei tempi previsti».
Per l’amministrazione, dunque, si tratta di una soluzione temporanea necessaria per portare a termine un intervento considerato risolutivo anche in prospettiva futura. La data indicata resta quella del 30 settembre, entro la quale il Comune prevede di completare i lavori e consentire il rientro dei bambini.
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