L’incendio su un aereo EasyJet a Malpensa e la dimostrazione (bene) di come funziona la sicurezza nell’aviazione
Un power bank si è surriscaldato nella tasca di un sedile mentre l'Airbus A320 di easyJet diretto a Praga stava rullando verso la pista. Due contusi lievi, scalo chiuso per un'ora, 14 voli dirottati su Linate e Orio al Serio
Le assistenti di volo stavano ancora indicando le uscite di sicurezza quando quelle uscite sono servite davvero. Giovedì pomeriggio, sulla via di rullaggio di Malpensa, la dimostrazione pre decollo si è trasformata in un’evacuazione vera: scivoli gonfiabili spiegati, 146 persone a terra in pochi minuti, due contusi lievi.
Nessuna tragedia. Ed è proprio il non essere successo niente, in casi come questo, la notizia (Foto: Edoardo Poddi).
Che cosa è accaduto a bordo del volo U23905
L’Airbus A320 della compagnia britannica easyJet, diretto a Praga, si era staccato dal piazzale del Terminal 2, l’hub principale del vettore a Malpensa, intorno alle 17.24.
Sette minuti dopo, alle 17.31, la manovra verso la pista si è interrotta di colpo. A far scattare l’allarme è stato un principio d’incendio in cabina, provocato dal surriscaldamento della batteria al litio del power bank di un passeggero. Un oggetto del tutto ordinario, ammesso nel bagaglio a mano (entro alcuni limiti, che vengono verificati dal personale ai filtri di sicurezza): riposto momentaneamente nella tasca di un sedile, ha sviluppato un calore sufficiente a sciogliere il materiale attorno.

I materiali ignifughi e la reazione dell’equipaggio
A fermare sul nascere fiamme e fumi tossici hanno contribuito le caratteristiche costruttive dell’aeromobile: imbottiture e tessuti delle poltrone sono ignifughi, progettati proprio per limitare la combustione.
Nel frattempo i sensori automatici e gli assistenti di volo hanno rilevato l’anomalia e girato l’allarme alla cabina di pilotaggio. I piloti hanno dichiarato l’emergenza per fumo a bordo e, in via precauzionale, hanno bloccato il velivolo e disposto l’evacuazione rapida con gli scivoli. Nella discesa due passeggeri hanno riportato lievi contusioni: sono gli unici feriti dell’intera vicenda.
I “Dragon” dei vigili del fuoco
Un ruolo decisivo lo ha avuto la vicinanza del presidio antincendio. L’aereo si è fermato lungo la via di rullaggio a poca distanza dalla stazione dei vigili del fuoco aeroportuali, che a Malpensa sono distribuiti in tre distaccamenti per coprire in tempi rapidi ogni settore di piste e terminal.

I mezzi che impiegano sono veicoli speciali ad altissime prestazioni, i cosiddetti “Dragon”, nelle configurazioni a 6 o 8 ruote motrici. Motorizzazioni fino a 1.140 cavalli complessivi, velocità massima di 135 km/h, accelerazione da 0 a 80 km/h in meno di 20 secondi. E tutto questo trasportando tonnellate di carico: serbatoi da oltre 12.000 litri d’acqua e più di 1.500 litri di schiumogeno, cannoni con portate vicine ai 10.000 litri al minuto. In caso di atterraggio o decollo d’emergenza sono in grado di posizionarsi all’estremità della pista e affiancare l’aereo in corsa, a distanza di sicurezza, pronti a intervenire.
Lo scalo chiuso per un’ora
L’emergenza ha inevitabilmente inciso sull’operatività dell’aeroporto, chiuso dalle 17.37 alle 18.35. La riapertura è avvenuta sfruttando la pista 35L, la sinistra, mentre la 35R ha richiesto tempi più lunghi per la rimozione in sicurezza dell’A320 e la bonifica dell’area di rullaggio. Intorno alle 19.30 Malpensa è tornata a pieno regime.
I 21 voli dirottati su Linate, Orio e altri scali
Durante lo stop la torre di controllo ha dirottato 21 voli in arrivo verso gli altri scali lombardi, per evitare lunghe attese in volo. Il traffico è stato ripartito in parti uguali sugli scali Lombardi: 7 atterraggi su Milano Linate e 7 su Bergamo Orio al Serio. Gli altri voli sono stati dirottati due su Basilea e uno ciascuno su Lione, Parigi, Roma Fiumicino, Torino e Zurigo.

Resta il dato di fondo: il cortocircuito di una batteria al litio, il piccolo imprevisto che può capitare a chiunque abbia un power bank in borsa, nell’aviazione civile trova una risposta già scritta. Standard costruttivi, addestramento del personale, mezzi di soccorso a poche centinaia di metri. È il motivo per cui giovedì pomeriggio, a Malpensa, la cronaca si è fermata a due contusioni.
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