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A Oleggio riapre dopo nove anni la ciclopedonale verso l’ex cava Sab-Ghia

Taglio del nastro domenica 13 settembre per il tratto di circa un chilometro lungo la dorsale di 63 km del Parco. È il primo passo del recupero dei 21 ettari dell'ex area estrattiva, che l'Ente sta acquisendo con i fondi di compensazione dell'A4

Generico 14 Sep 2026

Dopo nove anni di chiusura torna percorribile il tratto di ciclopedonale del Parco Naturale del Ticino tra Oleggio e l’area Sab-Ghia. La cerimonia di riapertura si è svolta domenica 13 settembre all’accesso di via Isola Gola, alla presenza di numerosi cittadini che, dopo il taglio del nastro e la conferenza stampa, hanno partecipato a una passeggiata a piedi e in bicicletta lungo il percorso ritrovato.

Erano presenti il presidente dell’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore Alessandro Bellan, il vicepresidente Davide Chiarletti, la direttrice Monica Perroni e il consigliere Cesare Bellotti, insieme al consigliere delegato della Provincia di Novara Davide Molinari, all’assessora regionale Daniela Cameroni, al senatore e primo questore Gaetano Nastri e al sindaco di Oleggio Andrea Baldassini.

Un tassello della dorsale del Ticino

Il tratto misura circa un chilometro ma ha un peso strategico: fa parte della dorsale ciclopedonale di 63 chilometri che attraversa da nord a sud il Parco Naturale del Ticino, tra zone umide, lanche, boschi e campi. Il percorso costeggia i laghetti e i boschi dell’ex cava e rappresenta anche un collegamento con le aree naturali della sponda lombarda.

Il futuro dell’ex cava

La riapertura è la prima fase di un progetto più ampio di riqualificazione e rinaturalizzazione dell’ex cava Sab-Ghia. L’Ente parco sta acquisendo l’area grazie ai fondi di compensazione messi a disposizione da SATAP, concessionaria dell’autostrada A4. L’obiettivo è rimuovere impianti e strutture legati alla vecchia attività estrattiva e rinaturalizzare progressivamente i laghetti e gli spazi circostanti. Parco e Comune di Oleggio hanno inoltre sottoscritto un accordo per cercare insieme le risorse necessarie al recupero ambientale e alla fruizione dell’area.

«Oggi riapriamo il percorso, in seguito perfezioneremo l’acquisto dell’area e valuteremo gli interventi necessari per portare a termine il progetto», ha spiegato il presidente Bellan, ricordando che l’obiettivo è «restituire 21 ettari di territorio alla comunità, riportando l’area allo stato iniziale». Durante i sopralluoghi delle scorse settimane, ha aggiunto, è emerso chiaramente il desiderio delle persone di tornare a frequentare la zona.

Il sindaco Baldassini ha ripercorso la storia del sito: «Questa zona è stata utilizzata a lungo come laghetto sportivo e poi, negli ultimi quindici anni, è stata quasi totalmente abbandonata e colpita da vari abusi». Con questa operazione, secondo il primo cittadino, il Parco ha restituito uno spazio alla collettività e sbloccato un punto critico di una ciclabile che attraversa tutto il territorio comunale.

Per Davide Molinari l’intervento significa «rimettere al centro la biodiversità» e può diventare un esempio per chi gestisce aree simili. L’assessora regionale Cameroni ha sottolineato le ricadute su scuola, turismo lento e ambiente: le scuole potranno organizzare uscite didattiche a chilometro zero, mentre il percorso potrà favorire anche i pernottamenti sul territorio.

La direttrice Perroni ha infine ringraziato il personale dell’Ente, dai guardiaparco agli operai e ai tecnici, che hanno lavorato anche oltre l’orario per anticipare la riapertura, e i volontari: Sentinelle della natura, ragazzi del Servizio civile, GEV, guardie provinciali, Amici del Ticino e FIAB. «I volontari sono il motore, coloro che conoscono il territorio e che riescono anche a vigilarlo», ha detto.

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Pubblicato il 16 Settembre 2026
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